Nuova riduzione di personale al Centro di distribuzione postale di Cervignano, con pesanti ricadute annunciate sul servizio di recapito in tutta la Bassa Friulana. A denunciarlo è la Slc-Cgil Udine, che parla di una situazione ormai al limite e di un ulteriore “arretramento organizzativo” destinato a creare disagi ai cittadini e maggiori pressioni sui lavoratori.
Secondo quanto comunicato dal sindacato, a partire da lunedì 4 maggio il Centro distribuzione postale di Cervignano perderà 11 unità di personale, oltre a una contestuale riduzione delle figure di responsabilità. Una scelta definita “incomprensibile” e adottata, sostiene la sigla sindacale, senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori.
Il timore è che il taglio possa avere effetti immediati sull’efficienza del servizio postale in un territorio particolarmente ampio e articolato come quello della Bassa Friulana, caratterizzato da numerosi comuni e frazioni da servire quotidianamente.
“Conseguenze gravi per cittadini e lavoratori”
La Slc-Cgil evidenzia come il centro di Cervignano fosse già in difficoltà a causa di carenze di organico, carichi di lavoro elevati e continue riorganizzazioni interne. La riduzione del personale, secondo il sindacato, rischia ora di aggravare ulteriormente la situazione, con possibili ritardi nelle consegne, aumento delle giacenze e maggiori difficoltà nel garantire la copertura dei giri di recapito.
Nel mirino anche le condizioni di lavoro degli addetti, che si troverebbero a sostenere una pressione crescente in un contesto operativo sempre più complesso. “Ridurre ulteriormente il personale significa allungare i tempi di recapito, aumentare i disservizi e comprimere la sicurezza operativa”, denuncia il segretario generale Michele Lunetta di Slc-Cgil Udine, che parla di un impatto diretto sia sui dipendenti sia sulla qualità percepita dai cittadini.
La richiesta del sindacato a Poste Italiane
La Slc-Cgil Udine chiede l’immediata sospensione delle misure annunciate e l’apertura di un confronto con l’azienda. Nel documento firmato dal segretario Lunetta vengono contestate “la totale assenza di una pianificazione credibile” e “la riduzione irresponsabile del personale e dei responsabili”.
Secondo il sindacato, le scelte di Poste Italiane rischiano di penalizzare ulteriormente un territorio già fragile sotto il profilo dei servizi, nonostante le dichiarazioni pubbliche dell’azienda su investimenti e attenzione ai territori. “I cittadini hanno diritto a un recapito puntuale e dignitoso. I lavoratori hanno diritto a condizioni di lavoro sostenibili”, conclude la nota sindacale, ribadendo che il servizio postale rappresenta un presidio fondamentale per tutta la comunità della Bassa Friulana.
