Studenti bocciati in sostenibilità, lo rivela un’indagine di Udine

L’indagine ideata e coordinata dall’Università di Udine.

Studenti italiani bocciati in quanto a conoscenza degli argomenti legati alla sostenibilità. Ad eccezione di cosa sia l’effetto serra, infatti, in pochi sanno cosa sia, ad esempio, il Protocollo di Kyoto o gli Accordi di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici.

Lo rivela un’indagine ideata e coordinata dall’ateneo friulano, condotta da nove atenei italiani sui neo immatricolati dei corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico dell’anno accademico 2018-2019. Lo studio riguarda, in particolare, la consapevolezza, le conoscenze e gli atteggiamenti degli studenti rispetto agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, approvata nel 2015. Il lavoro è stato coordinato da un gruppo di ricerca del Dipartimento di Area medica di Udine, composto da Laura Brunelli, Cecilia Smaniotto, Edoardo Ruscio e Claudio Battistella, e supervisionato da Silvio Brusaferro.

I principali dati ottenuti mostrano come la conoscenza di base da parte degli studenti udinesi verso gli argomenti legati alla sostenibilità fosse contenuta, con l’eccezione di effetto serra e, in minor misura, Protocollo di Kyoto e Accordi di Parigi del 2015 sui cambiamenti climatici. “Questa specifica discrepanza – spiega Brunelli – può essere conseguenza sia della maggiore copertura mediatica di questi temi specifici sia, per gli accordi internazionali, della loro approvazione relativamente recente”.

Approfondendo l’analisi, emerge che lo studio scolastico rappresenta la principale fonte d’informazione, il che suggerisce che quello universitario possa a sua volta inserirsi efficacemente come sorgente d’apprendimento. L’eccezione alla generale scarsa conoscenza degli Obiettivi, dell’Agenda 2030 e dei principali temi legati allo sviluppo sostenibile è riferita essenzialmente a quella quota di studenti che ha partecipato ad attività specifiche in precedenza. Al tempo dell’indagine, tuttavia, l’acquisizione di competenze legate allo sviluppo sostenibile risultava delegata all’auto apprendimento o alla formazione post laurea. “Quindi – sottolinea Brunelli – l’attenzione a questi temi nei programmi di formazione universitaria attraverso l’implementazione di iniziative strutturate appare un elemento meritevole di considerazione”.

Le altre università coinvolte nello studio “Sustainable development goals e Agenda 2030: un’indagine su consapevolezza, conoscenza e atteggiamenti degli studenti universitari” sono quelle di Brescia, Catania, Foggia, Milano Statale, Roma La Sapienza, Torino, Milano San Raffaele e Verona. Dei 1676 questionari raccolti a livello nazionale, composti da 70 quesiti a risposta multipla, 289 (il 17,2%) provengono dall’Università di Udine.

Da quest’anno, per contribuire all’acquisizione di competenze legate allo sviluppo sostenibile, l’ateneo friulano ha arricchito l’offerta formativa attivando il “Corso base sullo Sviluppo sostenibile”. Il corso, interdisciplinare e interdipartimentale, è centrato proprio sugli Obiettivi dell’Agenda Onu 2030. È a disposizione online e on demand per studentesse, studenti e personale tecnico amministrativo dell’ateneo. Le iscrizioni, esclusivamente online, sono aperte fino al 31 maggio. Ulteriori informazioni sono disponibili online sul sito dell’ateneo all’indirizzo https://www.uniud.it/it/didattica/corsi-studenti-iscritti/xl/corsi-in-programma/attivita-formative-trasversali/sviluppo-sostenibile.

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