Un fondo per l’acquacoltura a Grado e Marano, ma poche imprese hanno i requisiti

Il contributo per le imprese dell’allevamento ittico.

Un contributo da 300mila euro per le imprese dell’allevamento ittico nella laguna di Grado e Marano. E’ quanto è approvato dalla Giunta regionale in merito agli affari marittimi e della pesca. Purtroppo ad accedere al fondo saranno poche aziende. Infatti, secondo l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, il bando ha tralasciato i suggerimenti proposti dalla Regione al Ministero. Per questo, solo poche attività soddisfano i requisiti di ammissibilità.

“Ci attendevamo – aggiunge l’assessore – che sulla base delle nostre indicazioni il bando avrebbe potuto concorrere a dare effettivo ristoro a una realtà che svolge un ruolo importante per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ecosistema delle zone umide. Qualora si verificasse la scarsa riuscita della misura, ciò sarebbe la riprova che le nostre richieste non erano campate in aria”.

Si tratta di imprese che operano in presenza di ambienti naturali autoctoni e sono tenute alla gestione dei livelli idrici per la tutela della fauna nidificante. Infatti, in queste valli da pesca le aziende che operano nell’acquacoltura sono obbligate a evitare la gestione della vegetazione nei periodi di nidificazione, e si debbono attenere alla regolamentazione specifica delle attività di caccia.

Il calcolo della compensazione del mancato reddito prevede un massimale del 30 per cento del fatturato 2019 di ciascuna impresa. Le domande per ricevere il contributo devono essere presentate alla Regione entro l’1 luglio.

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Autore: Claudia Carlotto

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