Mercati azionari: cosa aspettarsi dalle borse europee nel 2021?

Le previsioni per il 2021 in borsa.

Le Borse europee tornano a correre mettendo a segno un trend rialzista nelle ultime settimane, con lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi che rimane sotto i livelli di guardia. Dall’inizio dell’anno l’Ftse Mib è salito di oltre 1.600 punti, al pari dell’Euro Stoxx 50 aumentato del 7,2% nel 2021, con il Dax 30 in crescita di quasi il 6% nello stesso periodo e il Cac 40 di oltre il 7%.

Dopo il rally dell’azionariato USA del 2020 gli analisti prevedono un 2021 ricco di opportunità per le Borse del Vecchio Continente, sebbene sarà necessario prestare attenzione ai fattori di rischio. Le variabili in gioco sono numerose, dal controllo della pandemia di Covid-19 alle elezioni in Germania, fino alla guerra geopolitica tra USA e Cina e al nuovo ruolo della Russia, sempre più attiva sul piano internazionale.

Rischi e opportunità per investire sulle Borse europee

Gli esperti prevedono un anno positivo per gli investimenti in Borsa, tuttavia sarà importante un maggiore controllo del rischio, attraverso un adeguato money management e l’aggiornamento delle strategie operative. Secondo i professionisti di InvestireInBorsa.me, portale specializzato dove trovare guide e tutorial sul trading online, le Borse europee possono fornire prospettive interessanti nell’ottica della diversificazione degli investimenti.

Dopo il crollo di marzo 2020, infatti, la crescita dell’azionariato europeo è stata moderata, ben al di sotto dell’aumento di Wall Street. Questo presupposto potrebbe causare un assestamento per la Borsa USA, come indicato dal Nasdaq che in avvio di 2021 ha scontato la prestazione di over-performing dello scorso anno, mentre per il mercato azionario europeo i margini di crescita sono piuttosto elevati quest’anno.

Le opportunità saranno legate alla capacità dei Paesi dell’Eurozona di gestire in modo efficiente l’emergenza sanitaria, accelerando sul programma di vaccinazione ed evitando una situazione di caos nel coordinamento dell’acquisto, distribuzione e somministrazione dei vaccini. La Bce è chiamata a fare la sua parte per sostenere i mercati, le famiglie e le imprese, attraverso l’ottimizzazione del QE ma senza creare le distorsioni provocate dalla Fed, in quanto non necessarie per la ripresa economica.

Più importante è senza dubbio un intervento per indebolire un euro troppo forte in questo momento, un potenziale rischio per la ripartenza dell’economia europea, specialmente nei Paesi più votati all’export come la Germania e l’Italia. Attenzione anche alle tensioni tra gli Stati Uniti con la Cina e la Russia, in quanto azioni politiche come i dazi, il ban su Huawei e il 5G potrebbero compromettere le prestazioni economiche europee.

Quali sono i settori da monitorare per l’azionariato europeo

In vista della ripartenza dell’economica dell’Eurozona, tra i settori da monitorare c’è l’economia verde. Infatti, la maggior parte dei fondi del Next Generation EU saranno riservati alla transizione energetica, per accelerare sul programma del Green Deal europeo, con l’obiettivo ambizioso di ottenere la completa decarbonizzazione non oltre il 2050, tuttavia è previsto un incremento nel taglio alle emissioni inquinanti entro il 2030.

Secondo gli analisti, alcune aziende europee potrebbero diventare leader della green economy, ad esempio come Volkswagen e Bmw nell’ambito della mobilità pulita, considerando le previsioni che vedono il gruppo VW superare Tesla nei prossimi anni in merito alla quota di mercato di auto elettriche. Anche le imprese italiane hanno il potenziale per essere protagoniste della rivoluzione verde, tra cui i colossi energetici come Eni nel campo delle energie rinnovabili.

Un comparto cruciale sarà il settore tecnologico, anch’esso al centro degli obiettivi di spesa dei fondi europei previsti con il Recovery Fund, per digitalizzare il Vecchio Continente e rendere l’Eurozona più moderna ed efficiente. La ripresa economica dovrebbe favorire anche i titoli bancari, con gli istituti chiamati a sostenere l’aumento della domande di credito, mentre per le banche italiane un vantaggio importante potrebbe essere la presenza di Mario Draghi a Palazzo Chigi.

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