La ripresa spinge in Fvg, la regione è prima in Italia per la fatturazione elettronica

Il primato del Fvg nei ricavi da fatturazione elettronica.

Il Nordest traina la ripresa post Covid e si conferma ancora una volta locomotiva del Paese. I volumi della fatturazione elettronica parlano chiaro e se a livello nazionale certificano con evidenza la ripartenza – tra gennaio e agosto 2021 l’imponibile iva da fatturazione elettronica è cresciuto del +20,1% rispetto agli stessi 8 mesi del 2020 – mostrano un ruolo da protagonista del Nordest, con il Friuli Venezia Giulia e la provincia di Trento che si posizionano sul gradino più alto del podio per variazione positiva con un aumento del +28% dell’imponibile Iva rispetto allo stesso periodo del 2020.

A dirlo è il report sull’imponibile Iva da e-fattura nelle regioni italiane elaborato dall’ufficio studi di Confartigianato-Imprese Udine sulla base realizzato sulla base dei flussi informativi estratti dalla banca dati della fatturazione elettronica e, in particolare, dai flussi degli imponibili Iva da inizio pandemia ad agosto 2021.

A livello nazionale a trainare sono stati in particolare i settori “industriali” e “artigianali” delle attività manifatturiere (+29,0%) e delle costruzioni (+33,4%), al contrario di utilities (elettricità, gas e acqua -4,8%), attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (-3,3%) e servizi alla persona, comprensive del comparto artigiano del benessere, parrucchieri e centri estetici (-2%).

A livello territoriale, al primo posto nella classifica regionale si colloca il Friuli Venezia Giulia che, tra gennaio e agosto del 2021, ha fatto registrare l’incremento più consistente di imponibile Iva (+28%), rispetto ai primi 8 mesi del 2020, al pari della provincia autonoma di Trento, il Veneto si colloca al 9°posto, con una variazione del +23%, comunque superiore di quasi 3 punti percentuali rispetto alla media nazionale, mentre resta a distanza la provincia di Bolzano, che cresce, ma “solo” del +15%, restando sotto la media nazionale.

Tornando al Friuli Venezia Giulia, la regione ha toccato il punto più basso dell’imponibile Iva da e-fattura ad aprile del 2020, con una perdita del -48,7% rispetto ad aprile 2019, sotto di quasi dieci punti rispetto alla media italiana che si è fermata a -37,1%, ed è proprio rispetto ai mesi di inizio della pandemia che si osservano le maggiori crescite di e-fatturato: il rimbalzo ad aprile 2021 è stato quasi doppio del crollo nell’anno precedente, +89,6% rispetto -48,7%, che ha consentito il recupero pressoché totale delle perdite subite.

“La forte crescita registrata in Friuli Venezia Giulia nei primi otto mesi del 2021 – dichiara il presidente di Confartigianato-Imprese Udine, Graziano Tilatti –  è il risultato della energica reazione dell’economia regionale dopo le gravi perdite patite a causa della pandemia e dei lockdown del 2020, quando la regione era finita al penultimo posto della graduatoria delle regioni italiane, con un calo tendenziale annuo di imponibile Iva da fatturazione elettronica pari al -19,9% (-11,1% a livello nazionale). Questa ripresa è il frutto della caparbia capacità di resistenza delle nostre imprese e dell’azione combinata delle misure attuate dal governo nazionale, da quello regionale e dalle amministrazioni locali, una filiera che nell’emergenza ha saputo ancora una volta muoversi con grande efficacia. Ora però – conclude Tilatti – non dobbiamo mollare. La pandemia e i suoi effetti deleteri sull’economia sono ancora il nostro presente. Pesano le incognite che vanno dai lavoratori in quarantena o senza super green pass, il caro di bollette di gas ed energia, la carenza e i pesanti rincari sui prezzi delle materie prime. L’auspicio è che la campagna vaccinale possa fare nuovi, rapidi passi avanti e fermare sul nascere la diffusione di nuove varianti che possono ipotecare la situazione. Ci sono tutte le condizioni per una ripartenza duratura del Paese, complici le importanti risorse messe in campo dal Governo e dall’Europa, su tutte quelle del Pnrr, che costituiscono un’occasione senza precedenti per rilanciare il Paese e l’economia e che vanno spese subito e bene. A queste però vanno affiancate moratorie non meno determinanti ai fini della tenuta e della ripresa per consentire alle aziende un rientro morbido dalle esposizioni finanziarie e dalle scadenze fiscali”. 

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