E’ scomparso nella giornata di ieri, venerdì 13 marzo, Vladimir Kosič, già assessore regionale alla Salute e alle politiche sociali del Friuli Venezia Giulia. Aveva 76 anni. L’ex amministratore regionale era stato ricoverato nella tarda mattinata all’ospedale di Trieste dopo aver accusato un malore, ma le sue condizioni sono rapidamente peggiorate.
Figura molto conosciuta nel mondo dell’associazionismo e della tutela dei diritti delle persone con disabilità, Kosič aveva ricoperto il ruolo di assessore nella seconda giunta guidata da Renzo Tondo, incarico assunto dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni regionali del 2008. L’esperienza in giunta si era conclusa nel 2011, quando aveva deciso di lasciare l’incarico per motivi di salute e personali.
Una vita dedicata alla difesa dei diritti delle persone disabili
Nato a Pola nel 1949, la sua vita cambiò radicalmente in giovane età. Nel 1964, a seguito di un incidente sportivo, rimase tetraplegico e da allora fu costretto a vivere su una sedia a rotelle. Nonostante le difficoltà, intraprese un percorso di studio e impegno civile che lo avrebbe portato a diventare una delle figure più rappresentative nella battaglia per i diritti delle persone con disabilità.
Nel 1976 si laureò all’Università Orientale di Napoli in Lingue, istituzioni e letteratura inglese. Successivamente insegnò inglese nella scuola pubblica fino al 1998. Parallelamente all’attività di docente iniziò un lungo percorso nel mondo dell’associazionismo, contribuendo alla nascita di diverse realtà impegnate nella difesa dei diritti delle persone con disabilità. Tra queste figurano il Fronte radicale invalidi di Napoli, fondato nel 1973, la Lega Problemi Handicappati di Caserta nel 1977 e la Lega per il Diritto al Lavoro degli Handicappati di Roma.
L’impegno in Friuli Venezia Giulia e l’ingresso in politica
Dal 1985 si era trasferito a Trieste, città in cui ha vissuto per gran parte della sua vita insieme alla moglie. Qui proseguì la sua attività nel mondo associativo, collaborando con diverse organizzazioni tra cui l’Associazione paraplegici del Friuli Venezia Giulia e realtà impegnate nella lotta contro la distrofia muscolare.
Tra il 1996 e il 2000 fu presidente dell’Associazione paraplegici Fvg e coordinò il Centro di riabilitazione regionale per mielolesi “Progetto Spilimbergo”. Nel 2000 assunse poi la presidenza della Consulta regionale delle persone con disabilità, ruolo che avrebbe ricoperto per diversi anni. Proprio l’impegno dimostrato in questo ambito convinse il presidente Renzo Tondo a chiamarlo in giunta regionale nel 2008, affidandogli l’assessorato alla Salute e alle politiche sociali.
Fedriga: “Ha offerto al Fvg competenza e determinazione”
“Con la scomparsa di Vladimir Kosic il Friuli Venezia Giulia perde una persona che ha saputo interpretare l’impegno pubblico con grande competenza, determinazione e senso delle istituzioni – ha commentato il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga – . Ai suoi congiunti rivolgo, a nome dell’intera comunità della nostra regione, la più sincera vicinanza”.
“Kosic ha portato nelle istituzioni la sua esperienza personale e una profonda conoscenza dei temi sociali distinguendosi per la caparbietà con cui ha sostenuto le battaglie per i diritti e l’inclusione delle persone con disabilità – aggiunge Fedriga -. Il suo impegno, sempre caratterizzato da serietà, preparazione e schiettezza, ha contribuito ad arricchire il dibattito pubblico e l’azione amministrativa della nostra Regione”.
Riccardi: “Una grande perdita per l’intero sistema sanitario e sociale del Friuli Venezia Giulia”
“La scomparsa di Vladimir Kosic rappresenta una grande perdita per l’intero sistema sanitario e sociale del Friuli Venezia Giulia – ha commentato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi – . La sua lunga esperienza nell’ambito della disabilità, unita a una profonda conoscenza delle dinamiche istituzionali, ha contribuito a trasformare in modo concreto il rapporto tra la Regione e il mondo dell’associazionismo. Il suo è stato un impegno senza limiti per affermare la centralità dell’integrazione sociosanitaria nell’organizzazione del sistema”.
“Abbiamo condiviso anni di lavoro intenso, sempre caratterizzato da un confronto franco e costruttivo; ci univa un sincero rapporto di amicizia e di profondo rispetto reciproco anche se a volte espresso in modo schietto e duro – aggiunge Riccardi -. Sotto il profilo politico e istituzionale, voglio ricordare il suo costante impegno per rafforzare la rappresentanza delle persone con disabilità e dare risposte concrete a loro e alle loro famiglie, al fine di costruire una vera integrazione sociosanitaria. Sul piano personale mi restano ricordi indelebili della determinazione nel sostenere le sue convinzioni, manifestate sempre con grande franchezza. Ci lascia un uomo del quale conservo un passaggio molto personale quando davanti alle scelte mi ripeteva: mai avere paura di avere paura“.
