Una manovra estiva che punta verso il miliardo di euro, con 739 milioni già stanziati e ulteriori risorse libere che potranno essere distribuite attraverso variazioni ed emendamenti nel corso dell’iter. È il quadro dell’assestamento di bilancio 2026 del Friuli Venezia Giulia illustrato dall’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli alla I Commissione del Consiglio regionale.
Il provvedimento, che ha già ottenuto il voto unanime del Consiglio delle autonomie locali, concentra le risorse su infrastrutture, sanità, imprese, agricoltura, ambiente, scuola, famiglie e sostegno al territorio.
“Una finanza robusta, seria e orientata al futuro“, ha spiegato Zilli, definendo la manovra “incentrata sugli investimenti, sulla sicurezza del territorio, sul completamento delle infrastrutture, sul sostegno alle attività produttive, alle famiglie, al personale e alla promozione culturale del Friuli Venezia Giulia”. L’assessore ha inoltre auspicato un confronto costruttivo con tutte le forze politiche durante l’iter di approvazione, escludendo al momento variazioni rilevanti dell’ammontare complessivo.
Quasi 200 milioni di margine per nuovi interventi
La parte più consistente delle risorse già previste riguarda Infrastrutture e territorio, con 191 milioni di euro. Seguono:
Salute, politiche sociali e disabilità: 124,8 milioni;
Attività produttive e turismo: 114 milioni;
Risorse agroalimentari: 94,4 milioni;
Ambiente: 89 milioni;
Cultura e sport: 36,9 milioni;
Patrimonio: 27,4 milioni;
Lavoro, formazione, istruzione e famiglia: 13,7 milioni;
Autonomie locali: 5,2 milioni;
Protezione civile: 3,4 milioni.
Tra gli interventi principali annunciati dalla Regione figurano 50 milioni di euro al Fondo di rotazione per le imprese, 40 milioni al Fondo di rotazione dell’agricoltura e 40 milioni di incentivi al settore privato per il fotovoltaico. Previsti anche 15 milioni di euro per l’efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. Ammontano invece a 200milioni di euro le risorse ancora da destinare.
Sanità e scuola: gli interventi principali
Tra gli emendamenti già approvati trovano spazio 70 milioni di euro per il rafforzamento del patrimonio ospedaliero e tecnologico, con l’obiettivo di sostenere il sistema sanitario regionale attraverso nuovi investimenti.
Sul fronte di lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia, le misure illustrate dall’assessore Alessia Rosolen superano complessivamente i 10 milioni di euro. “Con l’assestamento rafforziamo interventi strutturali su istruzione, diritto allo studio, ricerca e politiche per la famiglia. Sono risorse che consolidano percorsi avviati negli ultimi anni e danno nuove risposte alle esigenze del territorio”, ha affermato Rosolen in VI Commissione.
Il capitolo principale riguarda la scuola, con 4,5 milioni di euro per l’anno scolastico 2026-2027 destinati al rifinanziamento del Pacchetto scuola, nato nel 2021 per sostenere il personale scolastico, rafforzare l’offerta formativa e affrontare le criticità del sistema regionale.
Sono inoltre previsti 530 mila euro per soddisfare tutte le domande della Dote scuola; 300 mila euro per il progetto Scuola & Sport; e nuove risorse per trasformare il patrimonio storico degli istituti secondari in spazi espositivi aperti alla comunità.
Per gli Its Academy arrivano 250 mila euro per attivare corsi in sedi strategiche regionali anche con un minimo di 12 iscritti. Diventa inoltre strutturale il sostegno al diritto allo studio degli studenti Its Academy, con 1.113.555 euro per il 2026 e 4,1 milioni complessivi sul triennio.
Per il sistema universitario sono stati stanziati 1,5 milioni di euro per la nuova residenza universitaria nell’ex chiostro Kolbe di Udine, destinata agli studenti di Medicina e delle professioni sanitarie.
Sul fronte delle politiche familiari viene incrementato di 400 mila euro il fondo destinato all’abbattimento della quota capitale dei mutui contratti dalle famiglie con il terzo figlio. L’obiettivo è garantire la copertura delle domande presentate fino alla fine del 2026.
Il confronto con le opposizioni
L’esame della manovra in Commissione ha aperto il confronto tra maggioranza e opposizioni, che hanno concentrato le loro osservazioni sulla tenuta della crescita economica regionale, sull’utilizzo delle risorse disponibili e sulla capacità degli enti locali di trasformare gli stanziamenti in interventi concreti.
Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle) ha chiesto chiarimenti sulle previsioni di rallentamento del Pil regionale attese per il 2027 e il 2028. L’assessore Barbara Zilli ha spiegato che le stime sono state elaborate con un approccio prudenziale, considerando le incertezze del quadro nazionale, europeo e internazionale e le tensioni geopolitiche.
Sul rapporto tra investimenti pubblici e crescita è intervenuto Francesco Martines (Partito Democratico), chiedendo perché le ingenti risorse regionali destinate a imprese, infrastrutture e servizi non producano un incremento più marcato del Pil. Zilli ha ribadito che il Friuli Venezia Giulia ha comunque registrato una crescita superiore alla media nazionale, con un Pil regionale superiore di 0,7 punti percentuali rispetto al dato italiano, sottolineando che gli investimenti pubblici rappresentano “una leva strategica per sostenere l’economia e attenuare gli effetti delle fasi di rallentamento”.
Il tema dell’avanzo libero regionale, superiore ai 900 milioni di euro, è stato sollevato da Andrea Carli (Pd), che ha chiesto se la consistenza delle risorse fosse coerente con gli esercizi precedenti. Gli uffici della Direzione centrale Finanze hanno spiegato che si tratta del secondo avanzo libero più elevato nella storia della Regione, dopo quello del 2024, pari a circa un miliardo e 26 milioni.
Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha posto l’attenzione sulla crescita delle spese impegnate rispetto alle entrate e sull’aumento della liquidità regionale. Gli uffici hanno spiegato che gli investimenti pubblici richiedono tempi più lunghi, legati a progettazione, autorizzazioni, gare e realizzazione delle opere: gli incassi delle risorse precedono quindi i pagamenti effettivi.
Serena Pellegrino (Alleanza Verdi e Sinistra) ha invece richiamato le difficoltà dei Comuni, soprattutto quelli più piccoli, nel trasformare le risorse assegnate in cantieri. Zilli ha riconosciuto il problema, indicando nelle future Province un possibile supporto tecnico e amministrativo per aiutare gli enti locali nella progettazione e nella realizzazione degli interventi.
Pellegrino ha inoltre sollevato il tema delle politiche familiari, chiedendo maggiore attenzione ai servizi strutturali rispetto agli interventi basati sui bonus, e ha invitato a considerare gli interventi su oncologia, prevenzione, fumo e diabete come veri investimenti sanitari. Zilli ha condiviso l’impostazione, sottolineando il carattere sperimentale delle misure e il loro orientamento alla prevenzione e agli screening.
Infine Laura Fasiolo (Pd) ha portato l’attenzione sulle difficoltà delle famiglie nel sostenere spese impreviste, risparmiare e difendere il potere d’acquisto. Zilli ha riconosciuto la criticità, indicando nella coesione sociale uno degli obiettivi strategici dell’azione regionale.
