Presentato il Bando Restauro 2026.
Proteggere il passato per investire sul futuro. È questo il cuore del Bando Restauro 2026, presentato questa mattina presso la sede di Palazzo Antonini-Stringher a Udine. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Friuli con il sostegno di Intesa Sanpaolo, giunge alla sua nona annualità confermandosi come uno dei principali motori per la salvaguardia dell’identità culturale e artistica del territorio.
Il bando mette a disposizione una dotazione complessiva di 500mila euro per sostenere interventi di restauro e recupero conservativo nelle province di Udine e Pordenone. L’edizione 2026 pone un’attenzione particolare non solo alla conservazione fisica dei beni, ma anche al miglioramento della loro fruibilità e accessibilità, incoraggiando l’integrazione di tecnologie digitali e l’organizzazione di attività culturali correlate.
Il sostegno è rivolto a istituzioni pubbliche, enti religiosi e realtà del terzo settore senza scopo di lucro che abbiano in gestione beni mobili o immobili sottoposti a tutela. Si spazia dal restauro di statue, dipinti e volumi librari, fino alla salvaguardia di apparati decorativi di pregio come affreschi e pavimentazioni artistiche. Sono ammissibili anche interventi più complessi di ristrutturazione e risanamento di beni immobili architettonici, includendo esplicitamente anche la tutela di parchi e giardini storici di particolare interesse botanico o paesaggistico.
“L’obiettivo strategico del bando è trasformare il restauro in un’occasione di rilancio collettivo, incentivando progetti che sappiano coniugare la protezione del manufatto con l’abbattimento delle barriere alla fruizione – ha spiegato il presidente Bruno Malattia -. In quest’ottica, la Fondazione premierà le proposte capaci di integrare percorsi di digitalizzazione e nuove attività culturali, strumenti ritenuti essenziali per restituire piena accessibilità e vita al patrimonio locale”.
Il contributo e le domande.
La Fondazione Friuli coprirà fino all’80% dei costi preventivati, con un limite massimo di 30.000 euro per singolo progetto. Tra i criteri di valutazione, oltre alla rilevanza storico-artistica e all’urgenza del restauro, peseranno la chiarezza degli obiettivi, l’efficacia delle azioni di valorizzazione e l’incremento delle prospettive occupazionali nel settore. Il termine ultimo per la presentazione delle domande, attraverso la procedura on line, è fissato per le 13 dell’11 maggio 2026.
Condizione necessaria per la validità della domanda è il possesso del nulla osta della Soprintendenza o, in alternativa, la prova di averne fatto richiesta prima della scadenza del bando. I lavori dovranno essere avviati entro un anno dall’assegnazione e conclusi entro 18 mesi dall’inizio del cantiere.
Il restauro dell’altare nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Prodolone.

In occasione della presentazione del bando sono stati illustrati i risultati dell’intervento straordinario sostenuto dalla Fondazione Friuli sull’altare nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Prodolone. Una ‘best practice’ che, come hanno spiegato la storica dell’arte Isabella Reale e Stefano Iacumin di Stonex, ha previsto sia la parte di restauro tradizionale sia la ricostruzione dell’opera con un modello virtuale, così da renderlo fruibile da un pubblico il più ampio possibile.
Le dichiarazioni.

“Ringrazio la Fondazione Friuli per l’impegno costante nel promuovere la tutela e la valorizzazione del nostro patrimonio culturale – è stato il messaggio del vicepresidente della Regione e assessore alla Cultura, Mario Anzil -. Iniziative come questo bando rappresentano un segnale concreto di attenzione verso la memoria e l’identità dei nostri territori. La conservazione e il recupero dei beni culturali, siano essi mobili o immobili, non costituiscono soltanto un atto di tutela del passato, ma un investimento consapevole nel futuro delle nostre comunità. Custodire le tracce della nostra storia significa offrire alle nuove generazioni strumenti per conoscersi, riconoscersi e rafforzare il senso di appartenenza a una realtà ricca di stratificazioni culturali. Il sostegno a progetti che uniscono restauro, accessibilità e innovazione, anche attraverso la digitalizzazione, assume un ruolo strategico. Non si tratta solo di preservare, ma di rendere vivo e fruibile il patrimonio, affinché diventi motore di crescita culturale, sociale ed economica”.
“La Soprintendenza sostiene con convinzione questa iniziativa di particolare rilievo, che si affianca alle misure che il Ministero della Cultura già mette a disposizione per gli interventi di restauro, conservazione e tutela del patrimonio culturale di appartenenza pubblica e privata – ha dichiarato la Soprintendente per il Friuli Venezia Giulia, Paola Ventura -. Nella fase di valutazione dei progetti che saranno presentati, si auspica che vengano premiate proposte caratterizzate da elevata qualità tecnica e da elementi di innovazione. Per parte sua, la Soprintendenza garantirà il pieno supporto delle proprie competenze tecnico-scientifiche, al fine di esprimere le necessarie autorizzazioni, imprescindibili sotto il profilo amministrativo, e consentire l’attuazione degli interventi e il pieno utilizzo delle risorse. Ciò in una prospettiva di prosecuzione efficace degli interventi e di una sempre più consapevole valorizzazione dei beni culturali”.
“Anche quest’anno – ha detto Cristina Cipiccia, direttrice regionale Veneto est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo – confermiamo il nostro sostegno alla Fondazione Friuli per il Bando Restauro, un’iniziativa che ha come obiettivo il recupero delle opere e la loro piena fruibilità da parte della comunità. Il bando rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare il patrimonio e le tradizioni locali, salvaguardando molti manufatti dal rischio di dispersione e contribuendo a rafforzare la memoria collettiva. In questo contesto, Intesa Sanpaolo si conferma banca di riferimento per la crescita economica, sociale e culturale, con un ruolo attivo nella tutela, nel recupero e nella promozione delle opere d’arte”. Il prossimo Bando annuale della Fondazione Friuli, quello per il Welfare, sarà attivato in autunno.
