Nessuna traccia del Dna dei tre indagati sui resti scheletrici di Vito Mezzalira, l’ex postino triestino scomparso nel 2019 e ritrovato morto nel novembre 2025 in un pozzo nel giardino della sua abitazione a Poggio Terza Armata, a Sagrado. Ma nella villetta è stata rilevata anche una traccia genetica che potrebbe aggiungere un elemento all’inchiesta: sul materasso è stato individuato materiale riconducibile a una persona non identificata, indicata nelle analisi come “ignoto X”.
Gli esiti degli accertamenti tecnici, sono al centro dell’inchiesta per la morte dell’uomo, per la quale sono indagati l’ex compagna, il figlio di lei e il fratellastro della donna.
Le analisi sui resti e il Dna sconosciuto
Secondo quanto emerso dalle perizie, sui resti scheletrici di Mezzalira non sono state trovate tracce genetiche riconducibili ai tre indagati. Sul materasso della casa sono state invece rilevate tracce miste di materiale genetico attribuite a una persona non ancora identificata.
L’avvocato Giovanni Di Lullo ha inoltre riferito alla stampa che, sulle ossa esaminate, non sarebbero emersi segni di un’azione violenta. Gli elementi emersi dagli accertamenti dovranno essere valutati nell’ambito dell’indagine.
L’inchiesta coinvolge tre persone, indagate per omicidio volontario, sottrazione di cadavere e truffa aggravata, quest’ultima contestata in relazione alla riscossione della pensione dopo la scomparsa dell’uomo. Gli incidenti probatori davanti al giudice per le indagini preliminari di Gorizia sono stati rinviati al 20 novembre, per consentire alle parti di esaminare le ultime perizie depositate.

