Confartigianato FVG: le quattro sfide chiave per le imprese artigiane

“Quello appena trascorso è stato un anno di transizione per il mondo dell’artigianato”: a confermarlo è Graziano Tilatti, presidente di Confartigianato Imprese FVG. “La manifattura ha affrontato i primi sei mesi lavorando prevalentemente sulle commesse già in portafoglio, mentre si è registrato un rallentamento nell’acquisizione di nuovi ordini, condizionato dagli equilibri internazionali. Nel breve periodo è difficile immaginare una vera ripartenza dell’export e degli investimenti”, spiega.

Anche il mercato interno ha subito una contrazione, dovuta alla chiusura dei lavori legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e al Superbonus. “Questo effetto è stato in parte compensato dalla capacità di adattamento delle aziende artigiane, che sono sempre meno numerose ma chiamate a gestire un numero crescente di incarichi con una disponibilità sempre più ridotta di manodopera qualificata: una carenza che oggi non consente più di garantire risposte qualificate come in passato”.

Uno scenario analogo si registra nell’artigianato dei servizi alla persona: “Diminuiscono le imprese e gli addetti, ma tengono le attività e il volume d’affari. Restano però irrisolti alcuni nodi strutturali, a partire dal peso della burocrazia, dalla carenza di manodopera e dalle difficoltà legate al ricambio generazionale, oltre a un accesso al credito sempre più complesso. Il costo dell’energia ha inoltre inciso sulla competitività e, insieme alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie, ha contribuito ad aggravare il quadro”.

Secondo Tilatti, la sfida futura passa innanzitutto dal raggiungimento della pace sul fronte internazionale e, successivamente, dall’affrontare questi quattro grandi temi sui quali i governi dovranno concentrare la propria attenzione.

“Il 2026 sarà un anno cruciale sul piano del credito: sarà necessario giocare una partita importante con la Regione, rafforzando la collaborazione a livello territoriale. Per aumentare la competitività delle imprese abbiamo già avviato e stiamo preparando percorsi di qualificazione dei consorzi dei costruttori a livello regionale, in vista della fase post-PNRR delle opere pubbliche e della sfida rappresentata dal partenariato pubblico-privato”.

“Stiamo inoltre investendo nel potenziamento delle reti d’impresa, come i gruppi di acquisto per l’energia, e nella riorganizzazione dei servizi in funzione delle esigenze delle imprese associate. L’obiettivo è accompagnare le piccole imprese a competere ad armi pari, affiancando strumenti finanziari ai progetti di sviluppo e ricerca. La transizione energetica rappresenta il punto di partenza per il periodo successivo al PNRR e per il rientro nella stabilità economica delineata dall’Europa. Fare sistema per noi significa essere al tempo stesso rappresentanza e gestori di servizi a supporto delle piccole imprese”.

Centrale resta inoltre il tema del ricambio generazionale. “Una società senza artigiani non può reggersi. Per questo abbiamo raccolto dati attraverso indagini e questionari che stiamo analizzando, per comprendere meglio le dinamiche in atto. In collaborazione con il gruppo dei neoimprenditori vogliamo individuare una strategia capace di attrarre i giovani e incentivarli a intraprendere un percorso imprenditoriale. Le nuove generazioni sono il futuro ed è giusto che siano interpellate e ascoltate”, conclude Tilatti.