Allarme contagi dai balcani, scatta l’obbligo di autoisolamento in Fvg

Le misure per prevenire una seconda ondata in regione.

In Friuli si lavora per prevenire l’insorgere di eventuali focolai alla luce dell’origine “esterna”, dall’area balcanica in particolare, degli ultimi casi registrati in regione. Per questo partiranno da domani una serie di incontri con le categorie economiche e il corpo consolare dei Paesi maggiormente coinvolti.

Lo ha detto a Palmanova il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, a margine della riunione in videoconferenza con il prefetto di Trieste e commissario di Governo, Valerio Valenti, e i rappresentanti dell’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina e delle Istituzioni locali.

Come ha sottolineato Riccardi, è un dato di fatto che le ultime positività riscontrate nel territorio regionale sono riconducibili a quelle aree dell’Est europeo, attualmente al centro di una diffusione del contagio. “A ciò – ha spiegato – si somma la presenza di una significativa presenza di lavoratori residenti in regione e provenienti da quei Paesi”.

Il vicegovernatore ha ricordato, poi, come proprio il rispetto delle regole da parte dei cittadini del Friuli Venezia Giulia sia stato uno degli elementi decisivi per il contenimento della pandemia sul nostro territorio. “Per questo pretendiamo che le norme vengano osservate, in primo luogo l’isolamento in quarantena da parte di chi viene dai Paesi extra Ue. Da parte nostra, intanto, stiamo attivando le procedure di tracciamento e gli esami del tampone per circoscrivere l’insorgere di un possibile focolaio”.

“Il tema di fondo – ha ribadito Riccardi – è che bisogna seguire le restrizioni; quando qualcuno arriva da quei Paesi, ha l’obbligo di mettersi in autoisolamento. Questo è il punto, senza nessuna caccia all’untore e nel pieno rispetto di chi vive e lavora onestamente nella nostra regione”.