In Friuli Venezia Giulia il dumping contrattuale nel terziario resta, per ora, un fenomeno contenuto, ma i segnali di crescita invitano a non abbassare la guardia. La fotografia arriva dalle indagini di Ires Fvg e Format Research, presentate dagli Enti bilaterali del Terziario e del Turismo del Friuli Venezia Giulia, costituiti da Confcommercio insieme alle principali organizzazioni sindacali.
Nel settore, la grande maggioranza dei lavoratori continua a essere coperta dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. In particolare, secondo i dati illustrati dal ricercatore di Ires Fvg Alessandro Russo, nel Terziario regionale i Ccnl firmati da Cgil, Cisl e Uil tutelano il 97,6% dei lavoratori dipendenti coperti dalla contrattazione collettiva: circa 116mila addetti su 119mila nel 2024.
Una percentuale alta, in linea con il dato delle regioni del Nord, dove la copertura supera il 97%, e superiore a quella registrata in diverse aree del Mezzogiorno. Ma il quadro, pur positivo, mostra alcune differenze tra territori e settori.
Contratti rappresentativi per quasi tutti i lavoratori
A livello provinciale, le incidenze più alte si registrano a Pordenone e Trieste, dove la copertura dei contratti firmati dalle sigle maggiormente rappresentative supera il 98%. A Udine e Gorizia il dato resta comunque elevato, attorno al 97%.
Nel commercio e nel turismo la situazione appare ancora più solida: qui i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative arrivano a coprire il 99% dei lavoratori. Diverso il quadro in alcuni comparti più esposti alla competizione sui costi, come i servizi di pulizia e la vigilanza, dove la copertura scende rispettivamente al 94,1% e all’83,1%.
È proprio in questi ambiti, caratterizzati da una forte sostituibilità della forza lavoro e da margini più compressi, che si concentrano con maggiore frequenza i contratti cosiddetti “non confederali”, firmati da organizzazioni datoriali e sindacali minoritarie.
Il rischio della concorrenza al ribasso
Il fenomeno del dumping contrattuale riguarda l’applicazione di contratti collettivi meno tutelanti rispetto a quelli sottoscritti dalle organizzazioni più rappresentative. Una pratica che può tradursi in minori garanzie per i lavoratori, riduzione del welfare contrattuale e concorrenza sleale nei confronti delle imprese che applicano i contratti più solidi.
“I dati ci dicono che in Fvg il dumping contrattuale è ancora un fenomeno contenuto – ha riassunto il presidente degli Enti bilaterali Fabio Pillon –, soprattutto nel commercio e nel turismo, dove i contratti sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative coprono il 99% dei lavoratori. Sarebbe però un errore abbassare la guardia: dietro la corsa al ribasso sui costi si nascondono minori tutele, meno welfare e una concorrenza sleale che penalizza le imprese corrette”.
Tra i contratti “non confederali” che interessano il maggior numero di lavoratori nel Terziario regionale sono stati citati il Ccnl per il personale dipendente da imprese di pulizia e servizi integrati/multiservizi, firmato da Unilavoro Pmi e Confsal Fisals, e il Ccnl per quadri direttivi, impiegati e operai dei settori del commercio, sottoscritto da Anpit, Aifes, Confimprenditori, Unica e, per i lavoratori, da Cisal Terziario e Cisal. In entrambi i casi si tratta di contratti che coinvolgono più di 400 dipendenti in regione.
Welfare bilaterale, 500mila euro per imprese e lavoratori
Accanto all’analisi sul dumping contrattuale, gli Enti bilaterali del Terziario e del Turismo del Friuli Venezia Giulia hanno aperto il Programma 2026 dei rimborsi per investimenti e costi sostenuti da imprese e lavoratori aderenti.
Il plafond complessivo è di 500mila euro, con la possibilità che ulteriori risorse vengano aggiunte nel corso dell’anno. Si tratta di fondi resi disponibili grazie alle previsioni di welfare bilaterale contenute nei Ccnl sottoscritti da Confcommercio, Cgil, Cisl e Uil.
“È un’iniziativa consolidata e importante a favore dell’imprenditore e dei suoi collaboratori – ha commentato Pillon –, che potranno accedere a un sostegno sulle spese legate a situazioni diverse, che li coinvolgono direttamente o che interessano, nel caso dei dipendenti, figli e genitori”.
Domande digitali e contributi confermati
La principale novità del 2026 riguarda la digitalizzazione della domanda, pensata per velocizzare i tempi di verifica delle richieste e di erogazione dei rimborsi.
Restano confermati gli importi già previsti: per le imprese i contributi vanno da 500 a 2.000 euro, mentre per i lavoratori possono arrivare fino a 300 euro, con un tetto che sale a 2.400 euro nei casi di assistenza straordinaria per malattia.
Le linee di intervento sono cinque per il personale dipendente, dedicate a formazione, salute, genitorialità e assistenza alla persona, trasporto pubblico e benessere. Per le imprese, invece, gli ambiti finanziabili sono tre: formazione, sicurezza e innovazione tecnologica.
“Non si parla solo di un obiettivo assistenziale – ha sottolineato ancora Pillon –, ma anche di qualità della vita. Un principio che è fortemente alla base del nostro contratto, ma purtroppo non di tutti i contratti”. Una sottolineatura che lega il tema del welfare a quello della qualità contrattuale: dove il contratto è più debole, infatti, rischiano di essere più deboli anche le tutele, i servizi e gli strumenti di sostegno per lavoratori e imprese.
| CCNL firmati da CIGL, CISL, UIL | Altri contratti | Totale | % CIGL, CISL, UIL | |
| TRENTINO-ALTO ADIGE | 157.283 | 1.958 | 159.241 | 98,8 |
| VENETO | 554.351 | 9.936 | 564.287 | 98,2 |
| EMILIA-ROMAGNA | 517.852 | 10.766 | 528.618 | 98,0 |
| PIEMONTE | 412.874 | 9.838 | 422.712 | 97,7 |
| LIGURIA | 153.440 | 3.674 | 157.114 | 97,7 |
| FRIULI VENEZIA GIULIA | 116.329 | 2.819 | 119.148 | 97,6 |
| LOMBARDIA | 1.323.464 | 34.149 | 1.357.613 | 97,5 |
| TOSCANA | 388.327 | 12.515 | 400.842 | 96,9 |
| UMBRIA | 79.753 | 2.668 | 82.421 | 96,8 |
| MARCHE | 132.958 | 4.624 | 137.582 | 96,6 |
| VALLE D’AOSTA | 15.475 | 582 | 16.057 | 96,4 |
| SARDEGNA | 141.836 | 7.106 | 148.942 | 95,2 |
| BASILICATA | 33.089 | 1.983 | 35.072 | 94,3 |
| ABRUZZO | 116.380 | 7.502 | 123.882 | 93,9 |
| LAZIO | 692.143 | 51.872 | 744.015 | 93,0 |
| PUGLIA | 296.161 | 25.452 | 321.613 | 92,1 |
