La paghetta resiste in Friuli Venezia Giulia: per 6 famiglie su 10 è una lezione di risparmio

La paghetta non è affatto un’abitudine del passato. In Friuli Venezia Giulia continua a essere considerata da molte famiglie uno strumento utile per insegnare ai figli il valore del denaro, la gestione delle piccole spese e l’importanza del risparmio. Secondo l’ultima indagine dell’Osservatorio Sara Assicurazioni, per il 66% dei residenti in regione la paghetta rappresenta ancora oggi una delle prime forme di educazione finanziaria.

Un dato che racconta come, anche in un contesto economico sempre più complesso, le famiglie cerchino di trasmettere ai più giovani una maggiore consapevolezza sull’uso del denaro, partendo da gesti semplici e quotidiani.

La paghetta come primo passo verso l’autonomia

Per molti genitori, affidare ai figli una somma periodica significa aiutarli a capire che il denaro non è illimitato e che ogni scelta comporta una responsabilità. Accanto alla paghetta, l’indagine evidenzia anche altri strumenti considerati efficaci: il 33% degli intervistati ritiene utile affidare ai ragazzi piccole somme da gestire in autonomia, mentre il 20% punta sul coinvolgimento nelle spese quotidiane.

Resta centrale anche il ruolo del salvadanaio, indicato dal 24% dei residenti in Friuli Venezia Giulia come uno strumento ancora valido per familiarizzare con concetti come l’accantonamento, la pianificazione e l’attesa prima di un acquisto.

Educazione finanziaria, restano timori e difficoltà

Nonostante l’attenzione crescente al tema, l’educazione finanziaria in famiglia non è priva di ostacoli. Il 45% degli intervistati ritiene che ragazzi e ragazze, soprattutto quando molto giovani, non siano sempre pronti a gestire il denaro in modo consapevole. Il 18% teme invece possibili comportamenti impropri, mentre un altro 18% sottolinea come parlare di soldi in famiglia sia ancora difficile, perché l’argomento viene spesso percepito come un tabù.

Il tema, quindi, non riguarda soltanto la disponibilità economica, ma anche la capacità di costruire un dialogo aperto tra genitori e figli, in grado di accompagnare i più giovani nelle prime scelte di consumo e risparmio.

Le famiglie guardano al futuro dei figli

L’indagine mostra anche una forte preoccupazione per il futuro economico delle nuove generazioni. Nonostante un quadro percepito come incerto, oltre 7 residenti in Friuli Venezia Giulia su 10 si dichiarano propensi a investire per i propri figli.

Tra gli obiettivi principali ci sono il sostegno al percorso di studi, indicato dal 39% degli intervistati, l’aiuto nell’affrontare un mercato del lavoro incerto, segnalato dal 37%, e la volontà di proteggerli dagli imprevisti, citata dal 33%. Il 27% richiama inoltre il peso del costo della vita, considerato una delle ragioni che spingono le famiglie a pianificare per tempo.

Polizze, libretti e mattone tra le scelte preferite

Questa attenzione si traduce anche in scelte di risparmio precise. Il 28% degli intervistati indica nelle polizze vita e negli strumenti assicurativi per il risparmio una possibile soluzione per rendere più sicuro il futuro economico dei figli. Seguono il libretto di risparmio, scelto dal 23%, e l’investimento nel mattone, indicato dal 13%.

“I dati evidenziano una forte attenzione dei friulani e dei giuliani verso il futuro economico dei propri figli, che si traduce in una propensione all’investimento con una chiara preferenza per soluzioni che garantiscano rendimenti e protezione del capitale, indicati dal 32% e 30% degli intervistati”, dichiara Emiliano De Salazar, Direttore Vita di Sara Vita.

Secondo De Salazar, in questo scenario le polizze assicurative per il risparmio e l’investimento si confermano strumenti utili per costruire progressivamente un capitale e affrontare con maggiore serenità le sfide future. Un’esigenza che, in Friuli Venezia Giulia, sembra partire già dai primi insegnamenti domestici: una piccola paghetta, un salvadanaio e la consapevolezza che il risparmio si impara anche da bambini.