Educazione sessuale nelle scuole, psicologi Fvg contro Valditara: “Il vero problema è il silenzio”

Presa di posizione degli psicologi Fvg contro il ddl Valditara su educazione affettiva e sessuale: “Il vero problema è il silenzio”.

Educazione sessuale nelle scuole, psicologi Fvg contro il ministro Valditara: “Il vero problema è il silenzio”. Nel dibattito seguito all’approvazione del ddl Valditara sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, l’Ordine delle psicologhe e degli psicologi del Friuli Venezia Giulia lancia un monito: trasformare questi percorsi in un tema divisivo o opzionale rischia di lasciare soli bambini e adolescenti.

“Le loro domande su corpo, affetti, relazioni, consenso e differenze esistono indipendentemente dal dibattito degli adulti – afferma Lucia Beltramini, referente del Comitato pari opportunità dell’Ordine Fvg -. La risposta non può essere il silenzio educativo”.

Secondo l’Ordine, quando famiglia e scuola rinunciano al dialogo, i più giovani cercano risposte altrove: su internet, sui social network o attraverso modelli culturali spesso inadeguati all’età. Per questo l’educazione affettiva e sessuale, spiegano gli psicologi, rappresenta uno strumento di salute, prevenzione della violenza e promozione della parità, non un’introduzione precoce a contenuti inappropriati.

I numeri.

I dati citati dagli esperti rafforzano l’allarme: il 94% dei giovani ritiene che la scuola debba fornire informazioni sulla sessualità, mentre il 30% degli adolescenti considera ancora la gelosia una prova d’amore. In Friuli Venezia Giulia, inoltre, una relazione su dieci tra adolescenti presenta forme di violenza psicologica, fisica o sessuale.

“Di fronte a questi elementi il problema non è un eccesso di educazione, ma la sua insufficienza“, sottolinea Beltramini. Una posizione condivisa anche dalla presidente dell’Ordine Fvg, Eva Pascoli, che richiama il rischio di rendere questi percorsi facoltativi: chi ne resterebbe escluso, osserva, spesso proviene proprio dai contesti in cui affrontare certi temi è più difficile.