L’organizzazione aveva una base logistica nella Bassa Friulana.
Un’organizzazione strutturata su più livelli, con una base logistica nella Bassa Friulana e piazze di spaccio attive anche nelle province di Udine, Trieste e Gorizia. È quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’operazione “Change the Music”, scattata nella mattinata del 28 luglio con l’impiego di oltre 180 militari.
Le Fiamme gialle hanno eseguito perquisizioni nei confronti di 49 indagati e dato esecuzione a 24 misure restrittive della libertà personale. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, al termine di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste e condotta dai finanzieri del Gruppo di San Giorgio di Nogaro.
Nove persone in carcere e 14 ai domiciliari
Le ordinanze cautelari hanno disposto la custodia in carcere per nove persone, trasferite nelle case circondariali di Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine e Treviso. Per altri 14 indagati sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con persone diverse dai familiari conviventi. Un’ulteriore persona è stata sottoposta all’obbligo di dimora, con il divieto di lasciare il Comune di residenza senza l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria.
Nel corso della stessa attività investigativa erano già state arrestate e condotte in carcere altre otto persone, accusate dei medesimi reati legati al traffico di sostanze stupefacenti.
Un’organizzazione piramidale con tre gruppi sul territorio
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, l’organizzazione aveva una struttura piramidale. Al vertice si trovava un cittadino sloveno, attualmente detenuto fuori dall’Italia e già noto alle forze dell’ordine per reati legati alla droga e per un omicidio, per il quale aveva scontato una pena di 16 anni.
Le direttive impartite dal capo venivano eseguite da tre giovani italiani poco più che ventenni, indicati come promotori e organizzatori di altrettanti gruppi. I tre avevano suddiviso il territorio in diverse piazze di spaccio, gestite in modo autonomo. Alla distribuzione della droga provvedevano altri affiliati, definiti nel linguaggio del gruppo “cavalli”, alcuni dei quali molto giovani. I loro compiti andavano dalla consegna delle sostanze alla raccolta del denaro, fino alla partecipazione agli incontri con i livelli superiori dell’organizzazione.
Altri componenti custodivano, pesavano e confezionavano lo stupefacente. Alcuni, considerati i “chimici” dei rispettivi gruppi, si occupavano della miscelazione con sostanze da taglio e della preparazione delle dosi destinate alla vendita.
Dalla marijuana alla cocaina rosa
L’organizzazione commercializzava un’ampia varietà di sostanze, tra cui hashish, marijuana, cocaina, estratti oleosi di cannabis e droghe sintetiche. Tra le sostanze sequestrate figura anche la cosiddetta cocaina rosa, conosciuta come “droga delle feste”, composta da un miscuglio di sostanze sintetiche dagli effetti particolarmente imprevedibili e pericolosi.
Secondo gli investigatori, diversi giovani coinvolti mantenevano un tenore di vita nettamente sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, mostrando pubblicamente viaggi, vacanze e spese sostenute grazie ai proventi dell’attività illecita. Alcuni degli indagati si ispiravano a personaggi di serie televisive criminali e ad artisti della musica trap. Una vicinanza che aveva spinto alcuni componenti del gruppo anche a realizzare e pubblicare video musicali contenenti riferimenti espliciti all’uso di sostanze stupefacenti.
Sequestrati oltre 35 chili di droga, armi e scanner anti-intercettazione
Nel corso delle indagini e delle perquisizioni sono stati complessivamente sequestrati circa 11 chili di hashish, quasi 17 chili di marijuana e oltre sei chili di cocaina bianca, rosa e nera. Sono stati inoltre trovati 1,5 chili di sostanze da taglio e droghe sintetiche, bilancini, materiale per il confezionamento delle dosi, telefoni cellulari, schede Sim e quattro scanner anti-intercettazione.
Il materiale sequestrato comprende anche due revolver con cartucce e silenziatori, quattro pistole a salve, numerosi coltelli, due katane, un machete, taser e una balestra da tiro.
Ricostruito un traffico di oltre 800 chili
Attraverso intercettazioni, indagini finanziarie e servizi di osservazione, gli investigatori hanno ricostruito forniture e cessioni di sostanze stupefacenti per oltre 800 chili, con un giro d’affari stimato in decine di milioni di euro.

