Regole più chiare, controlli applicati in modo uniforme e maggiore sicurezza per chi consuma gli alimenti prodotti e venduti in Friuli Venezia Giulia. È questo l’obiettivo del nuovo protocollo siglato dalla Regione con Confcommercio Udine e Fipe-Federazione italiana pubblici esercizi, alla presenza dei rappresentanti di Confindustria Alto Adriatico e dell’Università degli Studi di Udine.
L’intesa nasce dalla necessità di recepire l’evoluzione delle norme europee e nazionali in materia di sicurezza alimentare, con l’obiettivo di superare le differenze interpretative nelle procedure e creare un riferimento comune per operatori del settore e organi di controllo.
Coinvolti San Daniele, lattiero-caseario e ristorazione
Il progetto interesserà alcuni dei comparti più importanti della filiera regionale: dalle carni, con un’attenzione particolare all’export del prosciutto di San Daniele, al settore lattiero-caseario, fino alla grande ristorazione, alla grande distribuzione e al comparto dei vegetali.
Il percorso prevede la creazione di dieci tavoli tecnici paritetici, ai quali parteciperanno circa 50 imprese del territorio insieme ai loro esperti. Nei gruppi di lavoro opereranno fianco a fianco tecnici delle Aziende sanitarie, tecnologi alimentari e responsabili della produzione, con l’obiettivo di individuare strumenti condivisi per rendere più semplice e uniforme l’applicazione delle regole.
Riccardi: «Garantire sicurezza e chiarezza al sistema»
“Il protocollo ha due obiettivi principali: da una parte garantire un sempre più elevato standard di sicurezza degli alimenti per cittadini e consumatori e, dall’altra, armonizzare le procedure su base regionale, superando le difformità interpretative per garantire uniformità di applicazione delle norme in continua evoluzione”, ha spiegato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi.
Secondo l’assessore, l’accordo rappresenta “un investimento importante dal punto di vista organizzativo” per offrire maggiore chiarezza a professionisti e imprese e consentire loro di lavorare nel rispetto degli indicatori e delle soglie previste a tutela della salute.
Il ruolo della Regione e dell’Università di Udine
La Direzione centrale Salute avrà il compito di coordinare il percorso dal punto di vista tecnico-scientifico e di valutare i documenti prodotti dai tavoli di lavoro.
L’Università degli Studi di Udine garantirà invece il monitoraggio e la validazione scientifica attraverso il Comitato di indirizzo. Il documento finale costituirà una piattaforma comune per fornire
ai consumatori standard di sicurezza sempre più elevati.
