Il Friuli Venezia Giulia alza la guardia di fronte all’instabilità dei mercati globali: l’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, ha annunciato la convocazione di un tavolo di confronto urgente per monitorare l’impatto delle crisi energetiche e geopolitiche sulle imprese del territorio. L’appuntamento è fissato per giovedì 26 marzo alle 10:30, nel palazzo della Regione a Udine (sala Cal).
Un fronte comune contro i rincari dell’energia
Il tavolo vedrà la partecipazione delle associazioni di categoria, delle sigle sindacali e dei rappresentanti del comparto di produzione, trasporto e vendita di idrocarburi. L’obiettivo dichiarato è quello di analizzare uno scenario di forte incertezza e definire strumenti concreti di tutela.
“Vogliamo monitorare l’impatto delle crisi energetiche e geopolitiche globali sulle imprese del territorio — ha spiegato Bini — per ragionare su strumenti di protezione a fronte di questo scenario di instabilità” . Un passaggio necessario per salvaguardare la tenuta di un sistema produttivo che, nonostante le difficoltà esterne, ha mostrato nel 2025 numeri da record.
Artigianato tipico: arriva il nuovo “canale” contributivo
L’annuncio del tavolo contro il caro-energia, è arrivato durante la conferenza stampa di presentazione della misura innovativa per l’identità territoriale: un nuovo canale contributivo dedicato all’artigianato tipico. Il bando, che aprirà il 15 giugno 2026, nasce per difendere il “saper fare” unico della regione, dalla liuteria alla lavorazione della pietra artistica, fino all’agroalimentare tradizionale.
“Puntiamo a un ulteriore salto di qualità nel sostegno a quelle produzioni che determinano l’identità stessa del nostro territorio — ha sottolineato l’assessore — valorizzando un patrimonio spesso in difficoltà in un mercato globale privo di tutele”.
Fondi e beneficiari: chi può accedere
Il nuovo strumento parte con un budget iniziale di 300.000 euro, ma potrà attingere, in caso di necessità, ai 7 milioni di euro complessivi stanziati per l’intero comparto artigiano. I contributi sono a fondo perduto con intensità base del 30%.
Sono previste maggiorazioni: l’aliquota sale al 40% per l’imprenditoria giovanile, femminile o per le attività in comuni di montagna. Per quanto riguarda i requisiti, è richiesto il possesso di marchi di qualità (Dop, Igp, Pat, De.C.O.) o requisiti di unicità certificata. Le spese ammissibili spaziano dall’ammodernamento dei laboratori alla successione d’impresa, fino alla trasmissione delle competenze artigiane e alla partecipazione a fiere.
I numeri della vitalità artigiana in FVG
I dati gestiti dal Cata Fvg confermano che il settore è in salute: nel 2025 sono pervenute 2.748 domande (picco storico), generando investimenti totali per 42,8 milioni di euro.
“Ogni euro di finanziamento pubblico è stato capace di attrarne oltre 2,7 di investimento privato — ha osservato Bini — a testimonianza della straordinaria vitalità del settore”. Dal 2018 ad oggi, il sostegno della Regione è triplicato, passando da 4,5 a quasi 14 milioni di euro annui.
