Le imprese prevedono un aumento degli ingressi rispetto al 2025, ma il 55,1% delle figure cercate è difficile da trovare. Ristorazione, vendite e pulizie tra i profili più richiesti.
Le imprese del Friuli Venezia Giulia prevedono 10.580 assunzioni a ottobre 2026, il 5,8% in più rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Ma dietro la crescita delle opportunità di lavoro resta un problema rilevante: per oltre la metà degli ingressi programmati, il reperimento del personale si presenta difficile. Il mismatch tra domanda e offerta raggiunge infatti il 55,1%, contro una media nazionale del 43,6%.
I dati emergono dal Bollettino Excelsior, elaborato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e diffuso dalle Camere di Commercio di Pordenone-Udine e della Venezia Giulia. Per il trimestre ottobre-dicembre, le entrate previste dalle aziende regionali sono complessivamente 26.410. La crescita delle stime di ottobre supera quella registrata nel Nord-Est, pari al 4,9%, e in Italia, al 3,7%.
Ristorazione, commercio e pulizie cercano personale
La maggior parte delle assunzioni programmate si concentra nei servizi, che rappresentano il 64,1% del totale, con 6.780 ingressi. A trainare la domanda sono soprattutto alloggio, ristorazione e turismo, con 2.120 posizioni, e commercio, con 1.410.
L’industria conta 3.140 entrate previste, pari al 29,7% del totale: 2.360 nella manifattura e nelle public utilities e 790 nelle costruzioni. Al settore agricolo fanno invece capo 660 ingressi, il 6,2%.
Le figure più richieste sono gli esercenti e gli addetti alla ristorazione, con 1.940 ingressi programmati, seguiti dagli addetti alle vendite, con 860, e dal personale non qualificato nei servizi di pulizia, con 760. Queste tre categorie concentrano da sole il 33,7% delle assunzioni previste per ottobre.
Più della metà dei profili è difficile da trovare
Il principale ostacolo per le imprese resta la difficoltà di reperire i lavoratori. In Friuli Venezia Giulia il problema riguarda il 55,1% delle entrate programmate, una quota in aumento rispetto a ottobre 2025 e nettamente superiore alla media italiana.
La causa più frequente è la mancanza di candidati, indicata nel 37% dei casi. Un ulteriore 13,7% delle posizioni risulta difficile da coprire per una preparazione ritenuta inadeguata.
Le criticità maggiori riguardano i tecnici del trasporto navale, aereo e ferroviario, difficili da reperire nel 97,6% dei casi, e gli operai specializzati dell’edilizia, con una quota dell’81,8%. Seguono i tecnici della salute, all’81,2%, e i conduttori di autoveicoli, all’80,2%.
Giovani, lavoratori stranieri e contratti
Le imprese richiedono esperienza professionale specifica o nel settore per il 65,4% degli ingressi previsti. Il 30% delle opportunità è rivolto agli under 30, mentre il 28,4% delle posizioni considera l’inserimento di lavoratori stranieri.
L’11,9% delle entrate riguarda candidati con una formazione terziaria, tra laurea e diploma ITS Academy. Sul fronte contrattuale, invece, solo il 20,3% degli ingressi programmati prevede un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato. Il restante 79,7% riguarda rapporti a termine o con una durata prestabilita.
Da Pozzo: “Il mismatch supera il 55%”
“Le stime d’assunzione elaborate dalle nostre imprese per il mese di ottobre indicano un incremento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, dimostrando la reattività del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia sia nei confronti della media nazionale sia del Nord-Est”, dichiara Giovanni Da Pozzo, presidente della Camera di Commercio di Pordenone-Udine.
Il presidente richiama però l’attenzione sulla difficoltà di trovare personale, che in provincia di Udine sfiora il 58%. Per affrontare il problema, sottolinea, è necessario rafforzare l’orientamento scolastico e gli ITS Academy, avvicinando la formazione alle competenze richieste dalle imprese.
Anche Antonio Paoletti, presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia, evidenzia la carenza di figure professionali e le difficoltà legate alla preparazione dei candidati. Per rispondere alle esigenze del mercato, osserva, occorre intervenire lungo tutto il percorso formativo, dalle scuole alle università. Intanto, conclude, servizi e turismo continuano a crescere, confermando l’attrattività del territorio.

