Presentato il progetto “Udine Innovation Hub” che punta a recuperare 78mila metri quadrati dismessi.
L’ex aerocampo militare di Udine-Campoformido punta a trasformarsi in un polo dedicato alla ricerca, alle energie rinnovabili e alla valorizzazione del patrimonio storico e naturale. Il progetto, presentato lunedì 19 ottobre a Trieste, si chiama “Udine Innovation Hub” e riguarda un’area dismessa di 78mila metri quadrati, legata a una parte importante della storia dell’aviazione italiana.
Il masterplan prevede il recupero degli hangar storici, la creazione di un hub per l’innovazione e la ricerca, un nuovo parco energetico e un’area naturale a disposizione della comunità. L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che collabora con diversi partner per sviluppare il progetto.
“Rigenerare l’ex aerocampo di Udine-Campoformido è una sfida che va ben oltre il semplice recupero urbanistico. Parliamo di un luogo simbolo della nostra identità, che per oltre un secolo ha scritto pagine straordinarie dell’aviazione civile e militare italiana. Lasciarlo nell’abbandono non era un’opzione“, ha dichiarato l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro, intervenuto alla presentazione.
Dagli hangar storici alla ricerca sulle energie rinnovabili
L’area ha avuto un ruolo strategico durante le due guerre mondiali e in seguito ha visto la nascita della Pattuglia acrobatica nazionale, le Frecce Tricolori. Il progetto punta a conservarne la memoria, affiancandola a nuove funzioni.
“Con questo progetto recupereremo gli hangar storici e creeremo spazi dedicati alla cultura e alla memoria del volo, facendoli dialogare con il mondo della ricerca, delle università e della formazione“, ha spiegato Scoccimarro.
Un’altra parte del piano riguarda la sperimentazione nel campo energetico. L’ex aerocampo dovrebbe diventare uno spazio per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, delle comunità energetiche e della filiera dell’idrogeno. Prevista anche la valorizzazione della biodiversità, in un contesto vicino ai Magredi, e una maggiore integrazione tra il tessuto urbano e l’ambiente circostante.
I partner coinvolti nel progetto
Per sviluppare l’iniziativa, la Regione si avvale della collaborazione di Arcadis Italia, Land Italia, Kroll e Kallipolis, con il coinvolgimento delle imprese del territorio, degli enti locali e del mondo della ricerca.
L’obiettivo dichiarato è trasformare un’area oggi inutilizzata in uno spazio capace di ospitare attività economiche, tecnologiche e sociali, aperto anche ai cittadini e ai giovani. “Solo attraverso una forte alleanza tra pubblico e privato possiamo trasformare un’area oggi in disuso in un motore di sviluppo economico, tecnologico e sociale aperto ai cittadini, alle imprese e ai nostri giovani”, ha concluso l’assessore.

