Le migliori pizzerie secondo 50 Top Pizza.
Il Friuli Venezia Giulia conquista un posto di rilievo nella nuova guida dedicata alle migliori insegne italiane. Sono infatti otto le pizzerie della regione inserite da 50 Top Pizza nell’elenco delle “Pizzerie Eccellenti” per il 2026.
La provincia più rappresentata è quella di Udine.Nel capoluogo friulano figurano Alla Lampara e Campana d’Oro, mentre completano la selezione Baschera, a Fagagna, e Gabin, a Reana del Rojale.
Sono tre le pizzerie selezionate nel territorio isontino. Nell’elenco delle eccellenze compaiono Al Lampione, a Gorizia, Al Pellegrino, a Gradisca d’Isonzo, e La Ciacolada, a Grado. Per la provincia di Trieste il riconoscimento è andato ad Al Civicosei, unica insegna del territorio giuliano presente nella sezione dedicata alle Pizzerie Eccellenti.
Quattro locali premiati in provincia di Udine
Tra le premiate nel capoluogo friulano c’è Alla Lampara, pizzeria aperta nel 1978 e oggi guidata da Raffaele e Fulvia Pizzoferro. Il locale punta sulla stagionalità, sulla ricerca delle materie prime e su un impasto diretto formato per l’80% da farina tipo 0 e per il 20% da farina integrale. Tra le proposte più caratteristiche ci sono le diverse interpretazioni della Margherita, che possono essere degustate insieme nella “Verticale”, composta da quattro spicchi con differenti varietà di pomodoro. Rimane inoltre in menù la “Lampara”, pizza a otto gusti che richiama le proposte tipiche degli anni Ottanta.
Sempre a Udine è stata selezionata anche la Campana d’Oro, pizzeria napoletana gestita dalla famiglia Palumbo. Le pizze presentano il tradizionale cornicione alto e morbido e farciture generose. Accanto ai grandi classici vengono proposte specialità come la “Deliziosa”, con fiordilatte di Agerola, prosciutto cotto e salamino piccante, e la “Sfiziosa”, con funghi porcini e prosciutto crudo di San Daniele. Il menù comprende anche una selezione di pinse romane.
A Fagagna il riconoscimento è andato a Baschera, storico locale familiare le cui radici risalgono al 1806. La proposta combina l’atmosfera dell’osteria di paese con una pizzeria attenta ai prodotti locali, alle farine biologiche e alle lunghe lievitazioni. I tre giovani pizzaioli friulani propongono pizze sottili e fragranti nelle quali trovano spazio ingredienti del territorio. È il caso della “Feane”, preparata con quattro formaggi della latteria locale, e della “Pestàt”, con il tradizionale pesto di Fagagna a base di lardo, erbe e spezie. Ogni mercoledì viene inoltre proposta la pizza napoletana con cornicione alto e soffice.
Completa il quadro della provincia udinese Gabin, a Reana del Rojale, dove Andrea Gabin porta nella pizza la propria esperienza di chef stellato. La sua viene definita una “trattoria 2.0”, nella quale arte bianca, tecnica e ricerca delle materie prime occupano un ruolo centrale. Grani biologici e lievito madre vengono utilizzati per preparare pizza, pane, pasta e dolci. Tre le tipologie di pizza proposte: “Alta”, ispirata alla pala romana, “Cornicione”, rilettura della napoletana, e “Gourmet”, nella quale si incontrano tradizione friulana e sperimentazione.
Tre pizzerie eccellenti tra Gorizia, Gradisca e Grado
A Gorizia premiata la Al Lampione, pizzeria aperta nel 1982 dalla famiglia Morzilli e apprezzata per l’utilizzo del lievito madre, gli impasti originali e la qualità delle farciture. Nel menù le eccellenze campane si incontrano con prodotti friulani come lo speck di Sauris e il formadi frant, senza dimenticare le proposte senza glutine. Tra le pizze consigliate ci sono la “Vizietto di carbonara”, con fiordilatte, scamorza affumicata, guanciale di Amatrice ed emulsione di uovo, parmigiano e pepe, e la “Taggiasche e burrata”, arricchita con friarielli, olive, pomodoro semisecco, stracciatella, nocciola e olio al limone.
A Gradisca d’Isonzo è stato selezionato Al Pellegrino, dove le famiglie Celentano e Di Martino, originarie di Vico Equense, hanno portato un’impronta ispirata alla Costiera sorrentina. Gli impasti prevedono una lievitazione di 48 ore, mentre tra gli ingredienti utilizzati compaiono gamberi rossi di Mazara, tartare di Pezzata Rossa e, durante la stagione, la Rosa di Gorizia. Accanto alle pizze tradizionali trovano spazio proposte più creative, come la “Cantabrica” con burrata, e una serie di preparazioni ispirate agli uramaki. Il locale dispone inoltre di una veranda, di un giardino e di una selezione di vini e birre.
A Grado, invece, il riconoscimento è andato a La Ciacolada, locale del centro storico specializzato nella pizza napoletana contemporanea e nella cucina partenopea. Il menù, aggiornato ogni anno, unisce prodotti campani e friulani a ingredienti come tartufo e capesante. Tra le novità figurano la “Tartare noir”, con fiordilatte, cipolla rossa di Tropea, stracciatella, tartufo nero, tartare di tonno pinna gialla e bottarga, e la “Sarda Mistica”, con cipolla in agrodolce, uvetta, pinoli e sarde in saor.
Al Civicosei rappresenta Trieste
L’unica pizzeria triestina selezionata è Al Civicosei, locale nel cuore della città che propone un impasto diretto realizzato con farina biologica di tipo 1, disponibile anche nelle varianti integrale e multicereali, e cotto nel forno a legna. Tra le pizze segnalate dalla guida figura la Savoia, preparata con pomodoro ciliegino, fiordilatte, cipolla caramellata, ’nduja e gorgonzola Dop. Tra le proposte fuori menù spicca invece una pizza con fiordilatte, pomodoro San Marzano all’amatriciana, ’nduja, guanciale iberico affumicato, crema di pecorino romano e tarallo al pepe.
