Un grande progetto artistico per ricordare il terremoto che mezzo secolo fa segnò profondamente il Friuli. In occasione dei 50 anni dal sisma del 1976, la Fvg Orchestra porterà in scena al Teatro Nuovo Giovanni da Udine la prima assoluta di “55 secondi”, un’opera musical inedita che debutterà mercoledì 6 maggio alle 20.30.
Lo spettacolo rientra nel programma delle commemorazioni dedicate al cinquantesimo anniversario del terremoto e coinvolgerà oltre cento artisti tra musicisti, cantanti, attori e ballerini. Il progetto è stato presentato oggi, 4 marzo, nella sede della Regione a Udine alla presenza del vicepresidente e assessore regionale alla Cultura Mario Anzil.
Un’opera per raccontare il terremoto e la ricostruzione

A illustrare l’idea, il progetto artistico e il libretto è stata la soprano, docente e direttrice artistica per opera, operetta e danza del Teatro Giovanni da Udine Fiorenza Cedolins.
L’opera, che si ispira a un articolo di Padre David Maria Turoldo “55 secondi… un’eternità”, è una forma teatrale melodrammatica contemporanea, con ampie sezioni musicali interpretate da cantanti lirici, che si alternano a dialoghi parlati, alternando italiano e friulano. “Una storia favolistica” è stata definita da Cedolins, che racconta la saga di un’umile famiglia in un arcaico paese del Friuli.
In scena tutte le arti dello spettacolo
La produzione coinvolgerà un grande ensemble artistico. Sul palco saliranno l’orchestra e il coro della sinfonica regionale, insieme ai bambini del coro di voci bianche I Pueri Cantores del Duomo di Udine, ai giovani ballerini della scuola Axis Danza, al Coro del Friuli Venezia Giulia e a oltre quindici solisti tra giovani interpreti e artisti di esperienza.
L’opera riunirà così diverse generazioni di artisti, offrendo una sorta di affresco collettivo del territorio e dei suoi talenti. La narrazione attraverserà simbolicamente il tempo, dal Friuli di un tempo, legato alla memoria e alle tradizioni, fino alla rinascita successiva al terremoto.
Anzil: “Un’opera che sa guardare al Mondo”.
“Questa è un’opera dei friulani per i friulani che però sa guardare al mondo – ha spiegato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Cultura, Mario Anzil – . Una produzione interamente regionale che testimonia come le nostre risorse siano trasformate in investimenti con importanti ricadute per il territorio”.
“La parola ricostruzione ha un significato unico qui da noi – ha osservato Anzil – perché non è mai capitato altrove che un territorio devastato rinascesse esattamente dov’era e com’era in pochissimi anni. È questo il messaggio più forte che ci lascia la tragedia del terremoto: la necessità di riscoprire uno spirito di identità e appartenenza per individuare un destino nuovo per il Friuli”.
“Forse – ha commentato Anzil su questo aspetto – dovremmo riabituarci a considerare le favole di ‘ragazzi friulani di provincia’ che sognano e che possono essere il motore per passare dal pensiero all’azione oppure dal sogno alla realtà: quando pensiamo alla ricostruzione del Friuli la prima domanda è se noi saremmo in grado di fronte a una grande avversità di dimostrare la stessa capacità e la risposta è che comunque anche se l’avversità non c’è, insieme è necessario riscoprire lo spirito dell’identità e di appartenenza a un luogo e impegnarsi verso una visione futura. Nel momento in cui assistiamo con un certo sconforto a un declino del Friuli occorre individuare un destino nuovo, un ruolo per il Friuli e impegnarci verso questo traguardo”.
Martines: “Un modo per raccontare la tragedia e la rinascita del popolo friulano”

Alla presentazione dell’opera era presente anche il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), che ha sottolineato il valore culturale e simbolico del progetto.
“L’opera si pone il pregevole obiettivo di avvicinare non solo le persone che hanno vissuto il momento tragico del sisma del 1976, ma anche le nuove generazioni. Un modo per raccontare un momento, un territorio, un inizio della rinascita del popolo friulano”.
“Dalla tragedia del terremoto – ricorda Martines – nacquero anche enti e soggetti che hanno, da allora, assunto un grande significato, come l’Università di Udine e la nostra Protezione civile. Oggi, attraverso uno spettacolo complesso si ricostruisce quella storia. In tre atti, l’esibizione dal vivo dell’Orchestra Fvg, che rappresenta un’eccellenza del territorio regionale e che ha sede a Palmanova, con coro e passaggi pop, metterà insieme differenti linguaggi in continuità fra loro”.
“Una produzione culturale tutta friulana – sottolinea ancora il consigliere dem – che nella sua complessità deve rappresentare un momento catastrofico e particolare della nostra terra, nel quale i friulani si ritrovano come un riferimento di tragedia, ma anche di ripartenza e rinascita”.
“Accanto all’emozione – conclude Martines -, c’è il forte elemento della ricostruzione realizzata in pochi anni grazie all’apporto della solidarietà nazionale e internazionale e, soprattutto, di un popolo, quello friulano, che ha saputo rimboccarsi le maniche e utilizzare le proprie energie, unite all’aiuto degli altri, per rialzarsi”.




