Benessere sociale e servizi, il Friuli Venezia Giulia è tra i migliori d’Italia: lo studio

Bambini che giocano in un asilo nido, simbolo del benessere sociale in Friuli Venezia Giulia

Il Friuli Venezia Giulia migliora la sua posizione nel sistema di tutela e assistenza ai cittadini, tra benessere sociale e servizi. Secondo i dati del “Welfare Italia Index 2025”, realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa del Gruppo Unipol in collaborazione con The European House – Ambrosetti (TEHA), la Regione si colloca al 3° posto nazionale, con un punteggio di 78,3 su 100. Un risultato che vede il territorio preceduto in classifica generale solo dalle Province Autonome di Trento e Bolzano, confermando il Fvg ai vertici nel Paese (l’anno scorso era quinta).

Il primato negli asili nido

L’indicatore più significativo emerso dallo studio riguarda le politiche per l’infanzia. Il Friuli-Venezia Giulia detiene il primato assoluto in Italia per la spesa media regionale per ogni utente degli asili nido: 12.257 euro, una cifra che stacca nettamente la media nazionale ferma a 7.850 euro. Questo investimento si traduce in una rete di servizi all’infanzia tra le più solide e accessibili del Paese.

Sanità e casa: i pilastri del sistema regionale

L’analisi di “Welfare, Italia” evidenzia una tenuta strutturale del sistema anche nei settori della salute e dell’abitare:

  • Sanità: La Regione è quinta in Italia per spesa sanitaria pubblica pro capite (2.358 euro contro i 2.294 della media nazionale). È settima, invece, per la spesa sanitaria privata.
  • Politiche abitative: Il territorio vanta il valore più basso di deprivazione abitativa (sovraffollamento) della penisola, con un indice di 2,1 rispetto al 2,5 nazionale.
  • Contrasto alla povertà: Il Fvg si posiziona al terzo posto per la minor incidenza di povertà relativa familiare: il dato regionale è del 5,4%, a fronte di una media nazionale del 10,6%.

Mercato del lavoro e partecipazione giovanile

Positivi anche i riscontri sul fronte occupazionale analizzati dal Think Tank. Il tasso di disoccupazione (sopra i 15 anni) è al 4,3%, sensibilmente inferiore al 6,5% italiano. Particolarmente rilevante è il dato sui giovani NEET (coloro che non studiano e non lavorano): la quota regionale è dell’11,8%, quasi sei punti percentuali in meno rispetto al dato nazionale (17,2%).

Gli indicatori dello studio: come nasce il podio

L’analisi del Welfare Italia Index si basa su una metodologia rigorosa che incrocia 22 Key Performance Indicator (KPI), divisi tra indicatori di spesa (Input) e indicatori strutturali (Output). Gli indicatori di spesa misurano lo sforzo economico della Regione, come i fondi destinati alla sanità, alle politiche sociali e all’istruzione. Qui il Fvg eccelle grazie a una capacità di spesa pro capite tra le più alte del Paese.

Quelli strutturali misurano l’efficacia reale di quegli investimenti. Rientrano in questa categoria l’efficienza degli ospedali, la capillarità dei servizi per l’impiego e l’effettivo tasso di scolarizzazione. Il punteggio finale del Fvg riflette l’equilibrio tra le ingenti risorse allocate e l’efficacia dei risultati ottenuti.

Sebbene il quadro sia di eccellenza, il report di TEHA e Unipol segnala alcune aree di miglioramento specifiche: la regione si posiziona infatti nella seconda metà della classifica nazionale per quanto riguarda l’importo medio dell’Assegno di Inclusione (49° posto su 107 province/territori se analizzato nel dettaglio) e per la spesa pubblica destinata alle politiche del lavoro in percentuale del PIL regionale, suggerendo la necessità di un ulteriore sforzo nel ricollocamento professionale.