Richiedenti asilo in FVG, dimezzati gli arrivi: i dati del confronto tra oggi e il 2018

Foto di repertorio

L’assessore Roberti ha illustrato i dati sugli arrivi di richiedenti asilo in Fvg.

I flussi migratori che interessano il Friuli Venezia Giulia segnano una decisa inversione di tendenza rispetto agli anni passati: secondo quanto riferito oggi in Consiglio regionale dall’assessore alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, gli arrivi dei richiedenti asilo sono attualmente quasi dimezzati rispetto alle dimensioni che il fenomeno aveva assunto nel periodo precedente alla pandemia. E anche i dati più recenti indicano un trend in ribasso.

Il ruolo della Regione.

Durante la risposta a un’interrogazione sul tema della gestione dei flussi, Roberti ha voluto chiarire il perimetro d’azione dell’ente regionale. “Nonostante la Regione non abbia competenza in materia di immigrazione e controllo delle frontiere, questa Giunta si è attivata fin da subito per fornire tutto il supporto possibile al Ministero dell’Interno e alle Forze dell’ordine per fronteggiare questa emergenza”, ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga, garantendo che tale impegno proseguirà con convinzione anche nei mesi a venire.

L’analisi dei numeri e il confronto con il passato

Entrando nel dettaglio delle cifre, l’assessore ha tracciato l’andamento degli ultimi tre anni per dimostrare la flessione degli ingressi. Se nel 2023, tra rintracci e presentazioni spontanee in prefetture e questure, erano arrivati in regione circa 20.200 richiedenti asilo, l’anno successivo ha segnato un punto di svolta. Nel 2024, in corrispondenza della sospensione di Schengen, il numero è sceso drasticamente a circa 10.000 unità. La discesa è proseguita anche nell’anno in corso: al 30 novembre 2025, il dato registrato è di poco superiore agli 8.000 richiedenti asilo.

Roberti ha poi spiegato che nel 2022 si era verificato un calo dovuto esclusivamente alla pandemia, “Il Covid aveva portato, per un anno e mezzo, a un sostanziale blocco degli arrivi. In Serbia e in Bosnia, infatti, i campi di raccolta per gli immigrati erano stati praticamente chiusi”.

Per questa ragione, l’assessore suggerisce prudenza nel paragonare le presenze attuali con quelle del passato più recente. “Bisogna fare attenzione a confrontare i dati sulle presenze nella nostra regione con quelli riguardanti gli arrivi”, ha aggiunto, ricordando che al 31 gennaio 2018 le presenze totali erano di quasi 5.000 persone, contro i circa 4.000 residenti nelle strutture attuali.

Le strategie operative per la gestione del territorio

Il calo delle presenze effettive è stato attribuito anche alle azioni di alleggerimento messe in campo in sinergia con il Governo nazionale. Roberti ha ricordato che, grazie a un accordo con il Ministero dell’Interno, dal 2023 i trasferimenti ordinari fuori regione avvengono in modo programmato e costante. A questi si affiancano i trasferimenti straordinari coordinati dalle prefetture, come i recenti interventi effettuati nel Porto Vecchio di Trieste che coinvolgono circa 150 persone alla volta.

Infine, l’assessore ha rivendicato l’efficacia di alcune iniziative concrete che hanno rafforzato il controllo del territorio friulano e giuliano. Tra queste, Roberti ha citato l’avvio delle pattuglie miste alla frontiera, sottolineando come in passato fossero previste solo sulla carta, e il ripristino dei respingimenti informali. Questi ultimi, secondo l’esponente della Giunta, rappresentano uno strumento fondamentale che era stato erroneamente azzerato nel corso della precedente legislatura regionale.