Rotta balcanica, Piantedosi a Pordenone: ingressi irregolari giù del 42%

Gli ingressi irregolari nell’Unione europea lungo la rotta balcanica sono diminuiti del 28% nei primi otto mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 42% rispetto al 2024. Il dato è stato riferito dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al termine del trilaterale di Pordenone con i ministri dell’Interno di Slovenia e Croazia. La stessa dinamica, ha aggiunto, è confermata anche dai dati registrati al confine italo-sloveno.

Il vertice di Villa Cattaneo ha messo al centro sicurezza, flussi migratori, controllo delle frontiere e cooperazione tra le forze di polizia dei tre Paesi. Per il Friuli Venezia Giulia il tema è particolarmente rilevante, considerata la posizione della regione lungo la rotta balcanica e il confine con la Slovenia.

Piantedosi: “Ripristinare quanto prima la situazione di normalità”

Tra i temi affrontati c’è stato anche quello dei controlli al confine italo-sloveno e della temporanea sospensione della libera circolazione prevista da Schengen.

“Abbiamo confermato che si è trattato di una misura che è stata adottata con equilibrio, ponderazione, adeguatezza e con modalità tali che non ha praticamente per nulla inciso rispetto a quelli che sono gli attraversamenti di quel confine dei nostri rispettivi cittadini”, ha detto Piantedosi, riferendosi anche alla situazione dei lavoratori transfrontalieri.

L’obiettivo indicato dal ministro è quello di “ripristinare quanto prima la situazione di normalità“.

Roberti: “Rafforzare i controlli sulla frontiera croata”

Per il Friuli Venezia Giulia, ha sottolineato l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, la collaborazione tra Italia, Slovenia e Croazia resta centrale per contrastare gli ingressi irregolari.

“Tra gli elementi di particolare rilievo emersi oggi vi è anche il ripristino di nuove modalità di intervento e di controllo, a partire dai controlli trilaterali sulla frontiera croata, che costituisce il confine esterno dell’Unione europea”, ha dichiarato Roberti.

L’assessore ha richiamato anche i risultati ottenuti negli ultimi tre anni attraverso controlli e arresti, sottolineando però la necessità di mantenere alta la cooperazione tra i tre Paesi per ridurre ulteriormente i flussi irregolari.

Dreosto: “Ulteriore rafforzamento della sicurezza dei nostri confini”

Al trilaterale ha partecipato anche il senatore Marco Dreosto, che ha sottolineato l’importanza di aver ospitato l’incontro proprio in Friuli Venezia Giulia.

“Come senatore e segretario della Commissione Affari esteri e difesa del Senato, considero particolarmente importante che questo confronto si sia svolto proprio in Friuli Venezia Giulia, territorio strategico lungo la rotta balcanica e nei rapporti con Slovenia e Croazia”, ha detto Dreosto.

Il senatore ha poi richiamato la necessità di “proseguire e rafforzare i pattugliamenti congiunti e lo scambio operativo di informazioni”.

“Il rafforzamento dei controlli congiunti con le polizie slovena e croata, insieme alla prospettiva di potenziare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine nelle province del Friuli Venezia Giulia, anche attraverso reparti mobili, va nella direzione di una maggiore sicurezza del territorio e di una cooperazione sempre più efficace tra i tre Paesi”, ha aggiunto.

Infine, Dreosto ha indicato nel contrasto alle organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti uno degli obiettivi della collaborazione: “Il dato politico e operativo emerso oggi è chiaro: la collaborazione transfrontaliera deve diventare sempre più strutturata, contrastando le organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di migranti”.