Anche il sindaco di Aviano, Paolo Tassan-Zanin, è finito nel mirino degli hacker filorussi che hanno pubblicato sul dark web una sorta di taglia per ottenere informazioni personali su 18 persone considerate ostili alla Federazione Russa. Nell’elenco compaiono anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il procuratore di Roma Francesco Lo Voi e il capo della Polizia postale Ivano Gabrielli. Una vicenda che coinvolge direttamente il Friuli Venezia Giulia, considerando che Aviano, in provincia di Pordenone, ospita un’importante base aerea militare statunitense.
Il sindaco di Aviano tra i bersagli degli hacker
Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano e ripreso dall’Ansa, dietro l’operazione ci sarebbe il gruppo NoName057(16), una formazione di hacker filorussi considerata vicina al Gru, il servizio di intelligence militare russo. Dal 26 ottobre, sul dark web sarebbero comparse schede riguardanti 18 persone, accompagnate dalla richiesta di ottenere ulteriori informazioni riservate in cambio di denaro.
Tra i nominativi italiani figura quello di Paolo Tassan-Zanin, primo cittadino di Aviano, comune che riveste un ruolo strategico per la presenza della base aerea americana. La sua inclusione nell’elenco porta quindi la vicenda anche nel territorio pordenonese.
Le schede pubblicate dagli hacker conterrebbero informazioni biografiche, dati già disponibili pubblicamente e, in alcuni casi, numeri di telefono privati, indirizzi di posta elettronica e indirizzi delle abitazioni. L’obiettivo sarebbe raccogliere ulteriori elementi personali sui soggetti individuati. Sull’operazione, che secondo le ricostruzioni giornalistiche risulta ancora accessibile online, sta indagando la Procura di Roma.
Il sindaco ha commentato la vicenda esprimendo sorpresa per essere finito nell’elenco. “Sono stupito che il mio nome sia comparso in questo elenco, anche perché sono semplicemente il sindaco di una cittadina che ospita la Base Usaf, ma non ho alcun tipo di influenza su ciò che accade al suo interno, né mi sono mai occupato della Federazione Russa in vita mia”.
Tassan-Zanin ha spiegato di aver segnalato le minacce alla Polizia postale e di aver ricevuto rassicurazioni dalle istituzioni. Il Comune ha inoltre riunito il proprio gruppo di lavoro sulla sicurezza informatica per intensificare i controlli. Al momento, invece, non sono state adottate misure aggiuntive per la sicurezza personale del primo cittadino.
Tajani: “Non mi farò intimidire”
Tra i bersagli più importanti compare il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha denunciato pubblicamente la diffusione sul dark web di dati personali suoi e dei familiari.
“Non mi farò intimidire in nessun modo”, ha scritto il ministro su X, ribadendo la volontà di proseguire il proprio lavoro a tutela delle istituzioni italiane e di rafforzare la collaborazione internazionale sul fronte della sicurezza.
Tajani ha collegato l’azione degli hacker alla posizione assunta dall’Italia nei confronti dell’invasione russa dell’Ucraina. “La nostra posizione sull’Ucraina è la ragione politica per cui sono entrato nel mirino. Difendere la libertà di uno Stato sovrano, schierarsi in maniera limpida a favore di democrazia e indipendenza di una nazione per queste entità criminali è pericoloso”.
Il ministro ha inoltre parlato di “guerra ibrida”, annunciando di aver chiesto che la questione venga affrontata durante il G7 in programma lunedì a Parigi.

