Immersa nella pianura pordenonese, la chiesa di San Nicolò Vescovo a San Giorgio della Richinvelda non è solo un edificio di culto, ma il custode di una delle pagine più cupe del medioevo friulano. Fu proprio qui che, il 6 giugno 1350, venne trasportato agonizzante il Patriarca Bertrando di Saint-Genès, vittima di un’imboscata tesa da nobili congiurati.
Quella memoria secolare ha rischiato di crollare non per un atto violento, ma per l’attacco silenzioso di tarli e capricorni del legno che hanno svuotato le travi del porticato, rendendo la struttura instabile e portando alla sua chiusura d’urgenza.
La soluzione nella legge finanziaria
La svolta è arrivata con la deliberazione del decreto di finanziamento da parte della Regione. La parrocchia, guidata da don Iosif Lucaci, riceverà un contributo fino a 100.000 euro grazie a una norma specifica introdotta nella legge finanziaria 2026.
L’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante, sollecitata sul problema, ha dato incarico ai propri uffici di costruire uno strumento valido per tutte le situazioni analoghe. Nella legge finanziaria regionale per il 2026 è stata introdotta una norma che consente alla Regione di sostenere le parrocchie con un contributo per interventi urgenti su edifici di culto vincolati, colpiti da ordinanze di chiusura per pericolo pubblico. La parrocchia di San Giorgio della Richinvelda ha presentato domanda e oggi arriva la notizia: il decreto di finanziamento è stato deliberato.
L’assessore Amirante, ha spiegato come l’intervento sia nato da una necessità immediata: “Grazie alla segnalazione del consigliere Maurmair siamo riusciti a intervenire per creare una forma stabile di finanziamento per consentire di preservare il prezioso patrimonio storico dei nostri territori”. Secondo l’assessore, si tratta di tutelare tesori che “il tempo, le intemperie e gli eventi esterni rischiano di cancellare”.
Uno strumento per tutte le parrocchie
Il caso di San Giorgio ha fatto da apripista per una norma che ora potrà aiutare diverse comunità della regione. Il consigliere regionale Markus Maurmair, che ha seguito l’iter con la Diocesi di Concordia-Pordenone, ha sottolineato: “Le parrocchie sono i custodi silenziosi di un patrimonio inestimabile che appartiene all’identità profonda del Friuli Venezia Giulia. Spesso operano con risorse limitatissime e quando si trovano di fronte a un’emergenza strutturale rischiano di non riuscire a farvi fronte”. Maurmair ha poi aggiunto che la sensibilità dell’Assessorato ha permesso di trasformare un caso specifico in uno strumento di tutela per tutto il patrimonio comune.
La promessa mantenuta e la corsa contro il tempo
L’obiettivo ora è riaprire il porticato e restituire splendore al gioiello che ospita anche un altare del Pilacorte del 1497. Il sindaco di San Giorgio della Richinvelda, Michele Leon, ha ricordato il percorso che ha portato al decreto.
“L’ordinanza di chiusura ha accertato l’urgenza di intervenire su un luogo a noi tanto caro. Prima di firmare l’ordinanza ho informato il Governatore Massimiliano Fedriga che ci aveva garantito il massimo sostegno nel primo riparto utile”. Leon ha quindi ringraziato la Regione “per aver mantenuto la promessa e permettere ad un luogo sacro di valenza regionale di tornare a splendere“. L’auspicio è che i cantieri possano chiudersi entro il 6 giugno, giorno della tradizionale commemorazione del Beato Bertrando.






