Il dossier sui trend dell’artigianato friulano del futuro.
Il futuro dell’artigianato friulano risiede nell’ibridazione. Da qui al 2035, la competizione globale premierà chi saprà coniugare una personalizzazione estrema del prodotto e l’efficienza digitale con un processo produttivo sostenibile.
È questa la fotografia scattata dal dossier realizzato dal Laboratorio di Ingegneria gestionale dell’Università di Udine su mandato di Confartigianato Servizi Udine, presentato oggi nella sede del capoluogo friulano. La ricerca, durata un anno, definisce un orizzonte in cui la creatività e il saper fare restano valori imprescindibili, ma devono necessariamente essere implementati da strumenti tecnologici moderni per non soccombere alle trasformazioni del mercato.
L’identikit dell’impresa del futuro
Secondo lo studio prospettico, la tradizione artigiana rappresenta un valore immenso che va protetto e potenziato attraverso una visione manageriale aggiornata. In questo contesto, le imprese del territorio chiedono al sistema associativo un cambio di passo deciso per trasformarsi in un vero e proprio Innovation Hub.
Oltre all’erogazione dei classici servizi amministrativi, le realtà di categoria sono chiamate a diventare centri capaci di filtrare i mega trend globali per tradurli in soluzioni pratiche, agendo come facilitatori di rete e creando connessioni tra imprese che, singolarmente, non avrebbero la forza necessaria per innovare.
Una sinergia tra ricerca e territorio
Il lavoro, coordinato dalla professoressa Cinzia Battistella, ha coinvolto sessanta studenti dell’ateneo friulano in un approccio multi-livello che ha analizzato 64 aziende regionali nei settori dell’edilizia, della manifattura, dell’informatica e del benessere.
Il direttore di Confartigianato Servizi Udine Srl, Elsa Bigai, ha sottolineato l’importanza di questo metodo dichiarando che “per identificare i trend futuri dell’artigianato e definire le nuove strategie associative e supportare efficacemente gli artigiani nella transizione verso il 2035, superando il perimetro della realizzazione degli adempimenti obbligatori, abbiamo voluto partire da una solida analisi scientifica dell’esistente e delle prospettive”.
Bigai ha inoltre precisato che “l’interlocuzione con l’Università di Udine ci è parsa la via migliore e più appropriata per creare una sinergia qualificata capace di dare opportunità di crescita al territorio“.
La scienza al servizio della strategia
La metodologia utilizzata ha unito il rigore accademico alla sperimentazione sul campo, utilizzando strumenti come il Business Model Canvas per mappare la creazione di valore nelle botteghe attuali.
“Lo studio nasce dall’esigenza di superare una lettura dell’artigianato ancorata esclusivamente al presente, per interrogarsi in modo strutturato su ciò che il settore sarà chiamato a diventare nei prossimi dieci anni”, ha spiegato la professoressa Battistella. La docente ha aggiunto che il suo gruppo di lavoro ha accompagnato l’associazione in un percorso di esplorazione “integrando l’analisi dei trend globali con l’ascolto diretto delle imprese e la progettazione di soluzioni operative, traducendo segnali deboli, trasformazioni tecnologiche, sociali e di mercato in indicazioni strategiche concrete”.
Le nuove sfide della rappresentanza
Il dossier non resterà un documento teorico, ma servirà da base per lo sviluppo di nuovi strumenti operativi, come un CRM dedicato alla gestione dei rapporti con i clienti. Il presidente di Confartigianato Udine, Graziano Tilatti, ha espresso soddisfazione per i risultati emersi affermando che “si conferma il ruolo strategico dell’organismo di rappresentanza, che gli stessi artigiani vogliono ancora più articolato e innovativo, perché risponda alle loro necessità e abbia capacità di visione per supportare lo sviluppo strategico del comparto”. Tilatti ha poi concluso ricordando che l’associazione è già operativa in questa direzione: “Orgogliosi di una lunga storia, raccogliamo con determinazione le nuove sfide”.
La ricerca sull’artigianato del futuro.
1) Megatrend. Il report identifica i driver globali che ridefiniranno il mercato nei prossimi dieci anni:
- Digitalizzazione e AI: non si tratta solo di avere un sito web, ma di integrare l’Intelligenza artificiale nei processi produttivi e gestionali. L’automazione non sostituirà l’artigiano, ma ne potenzierà le capacità, a patto che avvenga un “upskilling” delle competenze.
- Transizione Ecologica (Green Economy): la sostenibilità diventa un requisito normativo e di mercato. L’economia circolare, il riuso dei materiali e l’efficientamento energetico sono identificati come fattori critici per restare competitivi.
- Evoluzione Demografica: l’invecchiamento della popolazione porta con sé due problemi: la perdita di competenze storiche e la difficoltà nel reperire nuova manodopera
- Iper-personalizzazione: il consumatore del futuro cerca l’unicità. Questo “BeSpoke” rappresenta la grande opportunità per l’artigianato di alta qualità.
2) Analisi del settore: dall’analisi delle imprese emerge un profilo dell’artigiano caratterizzato da un’elevata competenza tecnica (“saper fare”), ma spesso carente sul piano manageriale.
· Relazione con il mercato: molti artigiani subiscono il mercato anziché guidarlo. Il marketing è spesso inesistente o limitato al passaparola. Il report sottolinea la necessità di passare a una “comunicazione narrativa” che spieghi il valore intrinseco del prodotto artigianale.
- Fattori critici: la burocrazia asfissiante e l’incertezza economica sono i principali freni. Inoltre, emerge un isolamento operativo: l’artigiano tende a lavorare da solo, perdendo le opportunità derivanti dalla creazione di reti o distretti digitali.
3) I bisogni e la proposta di valore: lo studio evidenzia che i servizi tradizionali (contabilità, paghe) sono considerati “commodity” a basso valore aggiunto. Gli artigiani oltre a questi servizi ritengono imprescindibile:
- Supporto alla Transizione 4.0: consulenza su come digitalizzare la produzione senza snaturare l’essenza manuale.
- Mentoring per il passaggio generazionale: strumenti per facilitare il trasferimento di conoscenze ai giovani.
- Accesso ai bandi e finanza agevolata: un supporto tecnico per intercettare fondi europei e regionali legati alla sostenibilità.
- Networking e community: servizi che favoriscano la collaborazione tra artigiani di settori diversi per offrire soluzioni integrate al cliente finale.




