1976 – 2026 La forza dei legami: questo il titolo delprogetto diffuso che attraversa il territorio regionale la Stagione teatrale 2026-2027 dell ERT FVG – Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia. A cinquant’anni dal terremoto del Friuli, l’Ente propone un percorso di apertura fatto di diverse forme d’arte, tra cui spettacoli, concerti, incontri e proiezioni, dedicato non solo alla memoria della ricostruzione, ma anche alla forza dei legami che creano partecipazione, confronto e unione comunitaria.
Ad alzare il sipario nel Teatro “Sociale” di Gemona, I Turcs tal Friùl, di Pier Paolo Pasolini, con drammaturgia, regia, scene, suoni, luci e costumi di Alessandro Serra e prodotto da CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia, con Teatri Stabil Furlan, Teatro Nuovo Giovanni da Udine e Teatropersona.
Pasolini in questa tragedia riprende l’avvenimento storico dell’invasione turca in Friuli, risalente all’anno 1499, e ne immagina le reazioni degli abitanti del villaggio. Sul palco spiccano tutte le emozioni del caso: paura, rabbia, disperazione, ma anche speranza e attesa di conoscere il destino di Casarsa. Questi sentimenti prendono forma attraverso le parole e i versi dei tredici protagonisti, che danno vita a una narrazione corale in lingua friulana, capace di trasmettere l’identità del luogo e il senso di comunità anche attraverso la sua musicalità.
Il punto di vista da cui parte Pasolini, quindi, non è quello dei conquistatori, ma quello dei conquistati e delle loro emozioni, prospettiva che riprende I persiani di Eschilo, che racconta la disfatta dell’esercito persiano ad opera degli ateniesi. L’autore ne ridà così una lettura influenza dal contesto storico da lui vissuto in prima persona, ossia l’occupazione nazista in terra friulana del 1944. Sarà però solo nel novembre 1976 che l’opera sarà rappresentata per la prima volta, nella Chiesa di San Lorenzo a Venezia con la regia di Rodolfo Castiglione e le musiche di Luigi Nono. Un gesto simbolico, civile e di grande solidarietà a pochi mesi dal terremoto che colpì il Friuli e che mette ancora oggi in luce la resilienza e la forza del popolo friulano di fronte alla tragedia.
Serra riporta in scena quest’opera a cinquant’anni dall’accaduto, restituendone tutti i contrasti: quello tra sacro e profano, tra chi sceglie di attendere, affidandosi alla preghiera e alla contemplazione, e chi preferisce fuggire tra i boschi in cerca di riparo. “C’è la contrapposizione religiosa ma soprattutto musicale fra una cultura cattolica della rassegnazione e la sacrosanta bestemmia di un popolo capace, il giorno dopo il terremoto, di numerare le pietre e cominciare a costruire”, spiega lo stesso regista.
La produzione è parte del progetto di Cinemazero “I Turcs tal Friùl 1976-2026: 50 anni dopo il terremoto”, a cura di Luca Giuliani e Roberto Calabretto.
Per ulteriori informazioni sulla rassegna “1976 – 2026 La forza dei legami”: https://ertfvg.it/rassegna/la-forza-dei-legami-1976-2026/
Per scoprire la Stagione teatrale 2026-2027 dell’ERT FVG: https://ertfvg.it/

