Riaperture in Fvg, tra dubbi e malumori: “Troppe attività saranno ancora in ginocchio”

I malumori per le riaperture in Fvg.

Soddisfazione per la prima luce che si vede in fondo al tunnel. Ma “si poteva fare di più”. È il sentimento delle categorie dopo l’annuncio delle riaperture che, dal 26 aprile, riguarderanno anche il Friuli Venezia Giulia. Un modo per guardare avanti, dopo mesi difficili, ma per alcuni non basta.

“È un punto di partenza, ma il traguardo è ancora lontano”. Giovanni Da Pozzo, presidente regionale di Confcommercio, commenta con moderata soddisfazione le prime riaperture, annunciate dal premier Draghi, delle attività che più hanno subito le restrizioni da pandemia, quelle della ristorazione, ma denuncia al tempo stesso “la disparità tra chi potrà usufruire di spazi esterni per organizzare le cene e chi invece verrà tagliato fuori semplicemente perché il suo servizio è organizzato all’interno”.

Si prova a ripartire, dunque, ma in condizioni che continueranno a mettere in ginocchio migliaia di imprese. “Vedremo nei prossimi giorni i contenuti più precisi del cantiere aperto dal governo – aggiunge Da Pozzo -, auspicando che si possa coinvolgere nelle riaperture anche quei locali che, dopo avere investito in sicurezza, sono comunque in grado di gestire il servizio senza aumentare i rischi del contagio”. Quanto alla zona gialla per il Fvg, “anche su questo fronte si tratta di attendere il trend dei prossimi giorni, ma i numeri dei positivi al ribasso ci fanno sperare di poter conquistare il colore che consente maggiori libertà. Importante che si continui a dimostrare il massimo senso di responsabilità”.

Auspicava un cambio di passo più sostanziale anche Marco Zoratti, vicepresidente di Confesercenti Fvg: “Il segnale è importante, ma dopo un così lungo periodo di stop forzato, per una vera ripartenza bisognerà fare molto di più”, spiega. Pur guardando al passo avanti fatto dal Governo, “mi preme ancora una volta sottolineare che è necessario salvaguardare maggiormente le piccole e micro imprese”. Questo perché “sulla base di quanto stabilito in questi giorni, una buona parte dei pubblici esercizi non potrà, di fatto, ripartire. Al momento si prevedono, infatti, riaperture all’aperto. Bene, ma non si considera che solamente la metà dei ristoranti e bar ha a disposizione spazi esterni e, quando i dehors ci sono, si tratta, molto spesso, di metrature (e quindi posti a sedere) limitate. Anche il distanziamento fra tavoli all’interno del locali, previsto in una seconda fase, è notevole e rappresenta un elemento penalizzante”, ha fatto sapere Zoratti.

A queste due voci, si aggiungono i malumori di moltissimi ristoratori in Fvg.

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