Gemona, l’Università sfida le grandi catastrofi: nasce la scuola per prevenire i disastri del futuro

Il taglio del nastro a palazzo Fantoni a Gemona di UNIUD RESILHub, la Scuola di ResilienzaIl taglio del nastro a palazzo Fantoni a Gemona di UNIUD RESILHub

Gemona diventa ufficialmente un polo d’eccellenza mondiale per la sicurezza e la gestione delle emergenze: oggi, lunedì 9 marzo, negli spazi storici di Palazzo Fantoni, è stata inaugurata UNIUD RESILHub, la nuova Scuola laboratoriale di alta formazione in Resilienza per lo sviluppo sostenibile dell’Ateneo friulano.

La struttura nasce come un laboratorio di soluzioni concrete per affrontare scenari globali complessi, caratterizzati da mutamenti climatici, crisi socio-economiche e, soprattutto, catastrofi naturali.

Oltre la commemorazione: guardare al futuro

Il taglio del nastro avviene in un momento simbolico: il cinquantennale del terremoto del 1976. Ma l’obiettivo non è solo il ricordo. “Nel cinquantesimo del terremoto non abbiamo solo voluto commemorare l’evento, ma anche guardare al futuro grazie a quell’esperienza“, ha affermato il governatore Massimiliano Fedriga. “La Regione ha dato impulso a questa scuola per creare un’infrastruttura di conoscenza necessaria per affrontare le emergenze pianificando la prevenzione sul lungo periodo”.

Secondo Fedriga, il problema del sistema Paese è la programmazione: “Siamo tra i migliori a reagire durante l’emergenza, ma meno capaci di prevenire. Poiché la politica non può farlo da sola, serve il supporto di centri come l’Università di Udine”.

Il “Resilience Officer”: una nuova figura strategica

Nata in sinergia con la Cattedra Unesco, la scuola debutterà con un corso intensivo per formare il “Resilience Officer”. Si tratta di una figura che dovrà operare nel Comitato regionale per le emergenze (Corem) per favorire l’integrazione tra governance, competenze tecniche e capacità operative.

Il rettore dell’Ateneo, Angelo Montanari, ha sottolineato l’importanza di questi nuovi profili: “Per puntare a uno sviluppo sostenibile è fondamentale accrescere la resilienza generale, così da fronteggiare i cambiamenti in modo proattivo, governandoli e non subendoli, anche quando si presentano in forma drastica o inattesa”.

I dati: emergenze sempre più violente in Friuli

L’urgenza di questo centro è confermata dai numeri forniti dall’assessore alla Protezione Civile, Riccardo Riccardi. Dal 1994 a oggi, il Friuli Venezia Giulia ha registrato 9 emergenze nazionali, con un investimento di un miliardo di euro. Tuttavia, il ritmo è accelerato: negli ultimi sette anni (2018-2025) si sono verificate ben 3 emergenze (Vaia, la grandine del 2023 e l’alluvione dell’Isontino).

“Dobbiamo capire che la tecnica è figlia della cultura”, ha osservato Riccardi. “Serve il passaggio dal burocrate al tecnocrate, un project manager che sappia guidare i processi. La prevenzione non deve più essere settoriale e verticale, ma multidisciplinare”.

Scienza ed esperienza a Palazzo Fantoni

L’impostazione della scuola è stata illustrata dal direttore Stefano Grimaz:UNIUD RESILHub nasce per operare come un laboratorio innovativo, caratterizzato da un approccio ‘science-based ed experience-based’, che fonde il rigore del metodo scientifico con le esperienze multisettoriali. L’obiettivo è elaborare soluzioni di resilienza territoriale integrate, essenziali in tempo di pace e in emergenza”.

Anche l’assessore alle Finanze, Barbara Zilli, ha evidenziato il valore del progetto: “Tenere viva l’esperienza del 1976 significa avere la lungimiranza di creare strumenti innovativi. Il Friuli continua oggi a essere un cantiere virtuoso di costruzione del futuro e della sicurezza, dando ai giovani ulteriori occasioni di crescita professionale”.

Il percorso formativo si chiuderà a maggio 2026. Come ricordato da Andrea Cafarelli, delegato per la sede di Gemona, l’apertura del RESILHub dota il territorio di un centro di rilievo scientifico proprio in concomitanza con il cinquantennale del sisma, trasformando l’eredità della ricostruzione in un modello di prevenzione moderno.