Gorizia si ribella alla nuova veste di Corso Italia, oltre 2.000 firme per dire “no” al senso unico

Foto di Ester Rosenbaum

Le firme contro il senso unico in Corso Italia a Gorizia.

Ha avuto un successo notevole la petizione popolare che chiede il ripristino della viabilità a doppio senso in Corso Italia a Gorizia. Sono ben 2.108 le firme raccolte in poco più di un mese, un risultato che difficilmente potrà essere ignorato dalla giunta comunale.

L’iniziativa promossa da Luca Michelutti, Giulia Roldo e Rossella Dosso si è tradotta in una raccolta di sottoscrizioni, con un documento depositato in comune. Era già abbastanza chiaro che a tutti i goriziani il senso unico in Corso Italia con pista ciclabile sulla carreggiata e mantenimento dei parcheggi su entrambi i lati non piacesse. Le avvisaglie sono state, nell’ordine, dapprima la creazione del gruppo social “No al senso unico di Corso Italia” che conta più di 1.300 iscritti, e poi un sondaggio su un quotidiano locale che ha visto oltre il 90% degli intervistati bocciare la novità. Ora, la petizione con oltre 2.000 firme certifica il malcontento dei goriziani per questa scelta così impattante per la città sia in termini di viabilità e traffico, sia in termini di estetica.

I tre promotori della petizione hanno organizzato una conferenza stampa per fare il punto della situazione : “Voglio ringraziare tutte le persone che hanno firmato – ha detto Giulia Roldo – sono veramente tante e potevano essere di più senza le difficoltà dovute al Covid. Confessiamo che il risultato comunque va al di là delle aspettative perché non era facile raccogliere 2.108 firme in poco più di un mese”. Sulle motivazioni di questa petizione, Roldo ha aggiunto “ c’era bisogno di questa petizione perché le persone fin dal primo giorno di lavori, sia per strada sia sui social, chiedevano venisse fatto qualcosa per fermare questo scempio. Oltretutto questa modifica della viabilità è stata percepita come un affronto dai cittadini. Se avesse voluto interpellare i goriziani, la giunta avrebbe dovuto farlo a luglio quando si è deciso di trasformare il Corso in questo tunnel di automobili. Noi chiediamo che venga ripristinato il Corso a doppio senso e che venga soprattutto realizzato un piano del traffico che manca dal 2004”.

Michelutti invece ha posto l’accento su altre questioni relative al commercio: “Tra le motivazioni che hanno portato alla realizzazione di quest’opera c’era quella di aiutare il commercio e noi abbiamo voluto sentire il parere dei diretti interessati. I negozianti e baristi di Corso Italia ci hanno aiutato a raccogliere le firme mettendosi a disposizione. Questa cosa deve far riflettere, perché proprio chi doveva essere aiutato da questa modifica invece è contrario?”. Michelutti ha poi aggiunto come “la cosa preoccupante che ci hanno detto gli stessi negozianti e baristi è che c’è stato un calo dei clienti nonostante la zona gialla, ci hanno detto che era come se fossero in zona arancione. Purtroppo non c’è stata un’attenta valutazione e già ora stiamo vedendo gli effetti negativi dell’opera. Non ha senso aspettare sei mesi di sperimentazione per capire i disagi dei negozianti. Bisogna tornare alla situazione di prima con il ripristino del doppio senso e se si parla di possibile danno erariale purtroppo mi sento di dire che se hai un ruolo pubblico hai delle responsabilità”.

Anche Dosso ha aggiunto alcune osservazioni : “Il sindaco ha imposto un progetto che poi ha voluto definire sperimentazione senza confrontarsi con i cittadini e il consiglio comunale. Oltretutto non sono state interpellati i vigili del fuoco e l’azienda sanitaria, il Corso così è pericoloso per un’ambulanza in caso di emergenza”.

La petizione è stata consegnata in comune e ora il sindaco Rodolfo Ziberna avrà 60 giorni di tempo per rispondere. Presumibilmente la questione sarà oggetto di dibattito in consiglio comunale, ma al di là di questo sarà difficile non tenere conto di oltre 2.000 firme raccolte in poco più di un mese. Due anni fa, quando si parlava di riaprire galleria Bombi al traffico con conseguente strada in mezzo a Piazza Vittoria, furono raccolte 801 firme che aiutarono a bloccare quell’opera. Oggi le sottoscrizioni sono quasi il triplo.

La consegna delle firme e i tre promotori.
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