Il disegno di legge sui medici in pensione arriverà in Aula il 2 febbraio.
Voto favorevole all’unanimità da parte della III Commissione, presieduta da Carlo Bolzonello (Fp), al disegno di legge 72 inerente a Misure urgenti e straordinarie in tema di tutela della salute. Un provvedimento che, una volta approvato dall’Aula che lo esaminerà il prossimo 2 febbraio, permetterà di conferire fino al 31 dicembre 2026 incarichi di lavoro autonomo ai medici di medicina generale in quiescenza sul territorio del Friuli Venezia Giulia.
L’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, ha ricordato che “si interviene secondo le competenze regionali per venire incontro alle difficoltà dei cittadini in merito alla mancanza di medici di medicina generale”.
La discussione.

La discussione è stata articolata con posizioni diverse rispetto alla Maggioranza da parte delle Opposizioni che, pur ribadendo il voto favorevole, hanno rimarcato la natura emergenziale del ddl, così come affermato da Rosaria Capozzi (M5S) secondo la quale si è giunti alla norma “dopo un percorso grottesco: eravamo disposti a votare già in precedenza. È necessario arrivare a soluzioni definitive e strutturali”.
Francesco Martines (Pd) ha parlato di voto favorevole opportuno sul ddl in esame, in quanto “stiamo vivendo con drammaticità la mancanza di medici sul territorio”.
“Cerchiamo di gestire al meglio una situazione difficilissima per i cittadini” ha affermato Maddalena Spagnolo (Lega) ringraziando la direzione centrale.
“Andrebbe affrontato il problema di iniquità per i medici più giovani – ha incalzato Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) – i quali si ritrovano colleghi in quiescenza che tornano al lavoro”.
Simona Liguori (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg) ha rivolto alcune domande tecniche sulla definizione della platea dei medici di medicina generale e sugli strumenti a loro disposizione con un contratto da lavoratori autonomi.
La dem Laura Fasiolo ha lamentato la mancanza di ascolto da parte dell’Esecutivo sulle proposte fatte nel tempo dalle Opposizioni secondo lei “rimaste inascoltate nonostante mettessero in campo soluzioni concrete”. Nicola Conficoni (Pd) non ha risparmiato critiche ad una norma che cerca di sopperire alla grave emergenza generale “senza risolvere il problema”, chiedendo chiarimenti su come aumentare l’attrattività sul territorio. Sulla stessa linea, il collega di partito Massimiliano Pozzo: “È giusto intervenire ma non va trascurato il lavoro di sinergie tra Stato e Regioni”.
Domande sulla possibile bocciatura della norma in sede nazionale (viste le competenze concorrenti) sono giunte da Serena Pellegrino (Avs), mentre, per Manuela Celotti (Pd), è necessaria la definizione dei rapporti con la Pubblica amministrazione in quanto “i Comuni devono poter valorizzare il personale in quiescenza”.
“Si tratta di un’importante risposta per i cittadini che non deve essere oggetto di strumentalizzazioni politiche” ha rimarcato Michele Lobianco (FI) così come ribadito anche da Markus Maurmair (FdI) che ha criticato alcune affermazioni da parte degli esponenti delle Opposizioni: “La situazione sul territorio sta migliorando”.
In finale di dibattito Roberto Cosolini (Pd) ha parlato di “infortunio a livello nazionale su cui ora si cerca di rimediare”. Di opposto parere Roberto Novelli (FI), Claudio Giacomelli (FdI) e Lucia Buna (Lega) secondo i quali “non ci sono attriti né divisioni nella Maggioranza o nei rapporti con il governo nazionale”.
Nella sua replica, Riccardi ha ribadito la bontà della norma e, di conseguenza, l’ottimo lavoro della Giunta regionale, ringraziando inoltre chi si è adoperato a livello nazionale per verificare la necessaria copertura finanziaria.




