Dieci nuovi appartamenti di edilizia residenziale pubblica, progettati per garantire sicurezza sismica, risparmio energetico e comfort abitativo. Sono stati inaugurati oggi, mercoledì 14 ottobre, a Osoppo, in via dei Cavapietre 2, i nuovi alloggi realizzati da Ater Udine al posto di due vecchi fabbricati demoliti. Un intervento che guarda al futuro, ma che vuole anche mantenere viva la memoria del terremoto del Friuli del 1976, attraverso una particolare installazione artistica collocata accanto all’edificio.
Alla cerimonia di consegna hanno partecipato la presidente di Ater Udine Vanessa Colosetti, il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il presidente della Comunità collinare del Friuli Luigino Bottoni e i consiglieri regionali Manuela Celotti e Massimiliano Pozzo.
Dieci appartamenti in classe energetica A4
Il nuovo edificio si sviluppa su tre piani e ospita dieci appartamenti di circa 75 metri quadrati ciascuno, composti da soggiorno con cucina, due camere da letto, bagno e ripostiglio. Ogni abitazione dispone inoltre di una cantina e di un posto auto riservato. A completare la struttura ci sono un vano scale e un ascensore, pensati per facilitare l’accesso ai diversi livelli.
La particolarità del fabbricato riguarda soprattutto i materiali utilizzati. Il piano terra è stato costruito in cemento armato, mentre i due piani superiori sono stati realizzati con pannelli strutturali in legno XLAM, una tecnologia che combina resistenza e leggerezza, particolarmente interessante anche sotto il profilo della sicurezza antisismica.
Grande attenzione è stata dedicata anche all’efficienza energetica. L’edificio è completamente elettrico, utilizza pompe di calore e dispone di impianti solari e fotovoltaici. Soluzioni che hanno permesso di raggiungere la classe energetica A4, la più elevata, con l’obiettivo di ridurre i consumi e le spese di gestione per gli inquilini. Il progetto è stato sviluppato in larga parte grazie alle competenze tecniche interne di Ater Udine, puntando su un modello di edilizia pubblica capace di coniugare innovazione e sostenibilità.
Una panchina-scultura per ricordare il terremoto del Friuli

L’inaugurazione è stata anche l’occasione per presentare “Scossa – Dalla scossa alla ricostruzione”, un’installazione realizzata in occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del 1976.
Si tratta di una panchina-scultura ispirata al tracciato di un sismografo durante una scossa di terremoto. La linea spezzata prende forma nello spazio fino a trasformarsi in una seduta pubblica, composta da cinque elementi che rappresentano i cinque decenni trascorsi dal sisma.
L’opera, progettata dai tecnici di Ater Udine e realizzata con il contributo delle aziende coinvolte nell’intervento e dell’Ufficio tecnico comunale, è stata collocata accanto al nuovo edificio. L’intento è quello di creare un collegamento simbolico tra la tragedia del 1976, la successiva ricostruzione e le nuove esigenze abitative della comunità.
Colosetti: “Dalla memoria può nascere una nuova idea di abitare”

A sottolineare il significato dell’intervento è stata la presidente di Ater Udine, Vanessa Colosetti, che ha richiamato il legame tra la storia di Osoppo e il percorso di ricostruzione del Friuli. “Osoppo è un luogo che porta nella propria storia il segno profondo del terremoto del 1976. A cinquant’anni da quella tragedia, inaugurare un nuovo edificio di edilizia residenziale pubblica non significa per Ater Udine soltanto consegnare nuove case, ma anche testimoniare come dalla memoria possa nascere una nuova idea di abitare”, ha dichiarato.
La presidente ha quindi evidenziato le caratteristiche innovative dell’edificio e il lavoro svolto dai tecnici dell’Ater. “In questo intervento abbiamo voluto mettere insieme sicurezza, innovazione, sostenibilità e qualità dell’abitare. La scelta di una struttura in XLAM per i piani superiori, integrata con il cemento armato, rappresenta una soluzione tecnologicamente avanzata e ancora poco consueta nell’edilizia pubblica, realizzata valorizzando direttamente le competenze tecniche e progettuali di Ater Udine”.
Un progetto che, secondo Colosetti, assume un valore ancora più significativo proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario del sisma. “È un edificio che parla di futuro, ma che non dimentica il territorio e la sua storia. Per questo abbiamo scelto di accompagnare l’inaugurazione con Scossa, un’installazione progettata da Ater e realizzata grazie al contributo di Cella Impianti e Zanutta, le due aziende che hanno collaborato alla realizzazione dell’edificio. Un’opera che vuole evocare, attraverso un linguaggio contemporaneo, la forza di ciò che è accaduto cinquant’anni fa e ricordarci quanto la sicurezza e la prevenzione debbano essere parte integrante del modo in cui progettiamo e costruiamo”.
“Quello di Osoppo è quindi molto più di un nuovo fabbricato – ha concluso Colosetti – è un esempio concreto di come l’edilizia pubblica possa essere un laboratorio di innovazione, capace di trasformare la memoria in consapevolezza e la consapevolezza in nuove forme dell’abitare”.

