Presa la banda dei pezzi d’auto, i colpi messi a segno tra la Lombardia e il Friuli

Le indagini condotte dalla Questura di Pordenone.

È iniziata alle prime ore di questa mattina, tra il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia, e si è conclusa con due ordini di custodia cautelare in carcere con l’accusa di furto aggravato e continuato e altri due uomini indagati in un’operazione condotta dalla Polizia di Stato della Questura di Pordenone. Gli uomini della Questura hanno eseguito le indagini, insieme alle Squadre mobili delle Questure di Milano e di Monza-Brianza.

Nei guai sono finiti quattro cittadini balcanici, tre moldavi ed un ucraino, residenti in Lombardia, specializzati in furti in danno di autoconcessionarie. In particolare, in carcere, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare è finito un 32enne moldavo, residente in provincia di Milano, mentre il connazionale 30enne, senza fissa dimora, risulta al momento introvabile e l’ipotesi è che si sia allontanato dall’Italia. Un moldavo 22enne e un ucraino 35enne, anche loro residenti tra il capoluogo meneghino e quello brianzolo, sono invece indagati a piede libero.

Gli agenti della Questura di Monza hanno rinvenuto all’interno di un box hanno pezzi e componentistica di automobili ritenuti provento di furto.
Le attività investigative hanno avuto inizio la notte del 16 settembre 2020, quando dei ladri, dopo aver danneggiato la recinzione esterna, si erano introdotti all’interno del piazzale della società AdriaRent in viale Venezia a Pordenone, dove avevano asportato cruscotti e componentistiche d’auto per un valore complessivo di circa 15mila euro.

I sopralluoghi, le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza e i rilievi effettuati hanno fornito subito elementi utili per risalire all’identità della banda dei pezzi d’auto e decisivo è stato il ritrovamento di una bottiglietta d’acqua in plastica con delle impronte.

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