La Pordenone segreta riemerge tra le mura medievali: nasce un museo all’aperto da 1,8 milioni

C’è un angolo di Pordenone, incastonato tra il Duomo di San Marco e via Riviera del Pordenone, che per decenni è rimasto quasi invisibile agli occhi dei cittadini. È l’area dell’ex pastificio Tomadini, uno spazio di quasi diecimila metri quadrati che custodisce l’unico tratto superstite delle mura del XIII secolo.

Ieri, la Giunta comunale ha dato il via libera al progetto di fattibilità per trasformare questo sito nel “Parco Museo Antiche Mura”, un’opera da 1,8 milioni di euro finanziata interamente da fondi regionali FESR.

La “Città che sorprende” verso Capitale della Cultura

L’intervento non è solo un restauro, ma una mossa strategica in vista dell’appuntamento con la Capitale della Cultura. Il Vicesindaco Mara Piccin, che ha proposto la delibera, è chiara sui tempi: “I lavori avranno inizio ai primi di giugno e termineranno nell’arco di circa sei mesi. È uno dei tasselli di quella che vogliamo essere: la città che sorprende”. L’obiettivo dell’amministrazione è offrire ai visitatori una realtà accogliente, integrando la storia antica con il rilancio urbano.

Dal Medioevo all’archeologia industriale

Il progetto racconta la stratificazione di Pordenone: dalle difese del Duecento alla memoria industriale del Novecento, quando tra il 1934 e il 1966 il sito ospitò il celebre pastificio. Il piano prevede un percorso pedonale continuo che collegherà via San Marco a vicolo dei Molini, integrato con la rete ciclopedonale esistente.

Tra gli interventi più suggestivi spicca il recupero dell’accesso in corrispondenza del Duomo, che attraverso un basso pertugio sul lato dell’abside collegherà direttamente il centro storico all’area di intervento, e il nuovo passaggio lungo le antiche mura affacciato su Villa Tomadini.

I dettagli tecnici del cantiere

Il piano d’intervento prevede il restauro e il consolidamento delle mura del XIII secolo con opere strutturali concordate con la Soprintendenza per preservare il paramento materico originario e rinforzare le fondazioni. La nuova pavimentazione sarà realizzata con materiali coerenti al contesto storico e, data la classificazione di rischio idraulico elevato dell’area, si svilupperà in parte su strutture sopraelevate per rispettare il regime della roggia.

Parallelamente, si procederà alla messa in sicurezza della villa padronale e alla demolizione delle superfetazioni in calcestruzzo e delle coperture in Eternit della barchessa, così da restituire leggibilità all’architettura originaria.

La valorizzazione passerà anche attraverso un impianto illuminotecnico monumentale studiato per esaltare le mura senza disturbare la fauna, mentre la riqualificazione del verde vedrà la sostituzione delle specie infestanti con piante autoctone idrofile. Allestimenti didattici e pannelli informativi completeranno il sito illustrando la storia delle mura e le antiche tecnologie legate alla roggia dei Mulini.

Un sistema integrato di rigenerazione

Il Parco Museo si integrerà con le altre iniziative già avviate sull’area ex Tomadini, tra cui il futuro Parco Energetico dedicato alle energie rinnovabili. L’opera rientra nel programma di recupero dei percorsi lungo le mura antiche previsto nelle linee programmatiche di mandato dell’Amministrazione, restituendo alla comunità uno spazio capace di unire la memoria industriale alla storia medievale della città.