A sessant’anni dalla tragica alluvione del 5 novembre 1966, il Comando dei Vigili del Fuoco di Pordenone ha ricordato Sebastiano Crispatzu e Massimo Pinzan, i due vigili del fuoco ausiliari che persero la vita durante quei drammatici eventi. Un sacrificio che ha segnato la storia del Corpo nazionale e che, ancora oggi, rappresenta una testimonianza di coraggio, altruismo e dedizione al prossimo.
La commemorazione si è svolta giovedì 5 novembre a Villanova di Prata di Pordenone, proprio nel giorno del sessantesimo anniversario della tragedia, per rendere omaggio ai due giovani che persero la vita nell’adempimento del proprio dovere.
La cerimonia a Villanova di Prata
Il momento di raccoglimento si è tenuto alle 12.30 davanti al cippo commemorativo dedicato ai due caduti, situato lungo la Strada Provinciale 35, in località Villanova. Alla cerimonia hanno preso parte il comandante dei Vigili del Fuoco di Pordenone, il sindaco di Prata di Pordenone e il parroco locale, riuniti per ricordare Sebastiano Crispatzu e Massimo Pinzan e il loro sacrificio durante una delle pagine più dolorose della storia del territorio.
Un omaggio che, a distanza di sei decenni, ha voluto mantenere viva la memoria dei due vigili ausiliari e ribadire il valore del servizio prestato quotidianamente dai soccorritori, spesso chiamati a intervenire in situazioni di grave pericolo.
Un sacrificio che resta nella memoria
Il 60° anniversario dell’alluvione del 1966 è stato anche un’occasione per riaffermare i valori che contraddistinguono il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco: solidarietà, coraggio, senso del dovere e spirito di sacrificio.
Il ricordo di Crispatzu e Pinzan continua a essere parte della memoria dei vigili del fuoco di Pordenone. La loro storia rappresenta un esempio da trasmettere alle nuove generazioni, affinché non venga dimenticato il prezzo pagato da chi ha scelto di mettere la propria vita al servizio degli altri.

