Quasi 5mila persone hanno raggiunto i Laghi di Fusine per la terza giornata del No Borders Music Festival, che ha proposto il doppio concerto di Coez e I Patagarri. Un appuntamento vicino al tutto esaurito, capace di riunire nello scenario naturale delle Alpi Giulie due linguaggi musicali profondamente diversi.
Il pubblico ha assistito a un pomeriggio nel quale cantautorato, sonorità popolari e contaminazioni jazz si sono alternate sul palco, trasformando ancora una volta il festival in un momento di incontro tra musica, natura e partecipazione collettiva.
Il concerto intimo di Coez
Ad aprire la giornata è stato Coez, che ha presentato un’esibizione essenziale e raccolta, in continuità con il progetto “From the Rooftop”, nato per riportare le sue canzoni a una dimensione più intima e diretta.
Attraverso arrangiamenti asciutti e un costante dialogo con gli spettatori, il cantautore romano ha ripercorso diverse fasi della propria carriera, dai brani più recenti dell’album “1998” alle canzoni che lo hanno consacrato presso il grande pubblico.
Al centro del concerto è rimasta la scrittura, valorizzata da interpretazioni capaci di restituire nuova profondità ai testi. Tra i brani eseguiti “Niente da nascondere”, “Cielo di sabbia”, “Lontana da me”, “Faccio casino”, “La musica non c’è” e “Domenica”.
I Patagarri fanno ballare i Laghi di Fusine
A seguire sono saliti sul palco I Patagarri, che hanno cambiato ritmo alla giornata trasformando l’area dei Laghi di Fusine in uno spazio dedicato al movimento, alla festa e alla condivisione.
La formazione ha proposto la propria originale combinazione di gipsy jazz, canzone d’autore e sonorità popolari, dando vita a una performance coinvolgente, caratterizzata da ironia, libertà espressiva e attenzione ai temi del presente.
Una musica leggera e festosa solo in apparenza, capace di affiancare all’immediatezza del suono una narrazione più profonda. Il concerto ha confermato I Patagarri come una delle realtà più interessanti e riconoscibili della nuova scena musicale italiana.
Il No Borders Music Festival continua
I due concerti hanno proposto sensibilità e atmosfere differenti, unite però dalla capacità di creare una relazione autentica con il pubblico. Una formula che continua a caratterizzare il No Borders Music Festival, dove ogni esibizione viene pensata in dialogo con il paesaggio circostante.

