Il Comune di Udine difende la procedura di assegnazione dell’ex Tonini, mentre l’opposizione torna all’attacco e chiede nuovi approfondimenti sulla gestione dell’immobile. Dopo l’interrogazione presentata dal consigliere comunale Michele Zanolla di Identità Civica, arrivano le precisazioni dell’Amministrazione e la presa di posizione di Luca Onorio Vidoni, capogruppo di Fratelli d’Italia, che sollecita l’istituzione di una commissione consiliare speciale e chiede al manager del Distretto del Commercio, Guido Caufin, di autosospendersi dall’incarico.
Al centro della vicenda c’è lo spazio commerciale del centro storico, assegnato attraverso una gara pubblica a Lush Italia Srl. Zanolla aveva sollevato interrogativi sui rapporti tra alcuni dei soggetti coinvolti nella procedura e sulla successiva gestione del negozio, che, secondo quanto riferito dal consigliere, sarebbe affidata a una società amministrata dalla moglie di Caufin.
Il Comune: “Lush è l’unico interlocutore contrattuale”
In merito alle dichiarazioni del consigliere comunale Michele Zanolla sull’assegnazione dell’ex Tonini, il Comune di Udine precisa che l’affidamento dell’immobile è avvenuto attraverso una procedura di evidenza pubblica, alla quale hanno partecipato tre operatori economici e il cui esito è stato determinato da una commissione tecnica autonoma, incaricata della valutazione delle offerte.
“La concessione è stata aggiudicata a Lush Italia Srl, società che rappresenta l’unico interlocutore contrattuale ed economico del Comune. Le modalità attraverso le quali il concessionario organizza la propria attività commerciale rientrano nelle autonome scelte imprenditoriali della società, nel rispetto degli obblighi previsti dal contratto” spiega l’Assessore al Patrimonio Gea Arcella. ” Il Comune non interviene nella definizione di questi rapporti imprenditoriali. La titolarità della concessione e gli obblighi contrattuali ed economici nei confronti del Comune sono esclusivamente di Lush, la casa madre con cui il Comune ha relazione diretta”.
“È importante distinguere chiaramente le competenze pubbliche dalle decisioni che spettano agli operatori privati” aggiunge il vice Sindaco e assessore alle attività economiche Alessandro Venanzi. “Il nostro unico obiettivo da subito è stato quello di promuovere il rilancio economico della città, favorire nuovi investimenti e rendere il nostro centro storico sempre più attrattivo. Le procedure di assegnazione hanno seguito un percorso amministrativo autonomo, chiaro e trasparente. L’arrivo di Lush rappresenta un risultato positivo per il commercio cittadino e per la valorizzazione di uno spazio importante del nostro centro storico”.”.
Vidoni: “Restano aperti gli interrogativi sulle fasi precedenti e successive alla gara”
Le spiegazioni del Comune non convincono però Luca Onorio Vidoni, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, che interviene chiedendo ulteriori chiarimenti sui passaggi che hanno preceduto e seguito l’aggiudicazione. “Il vicesindaco Venanzi e l’assessore Arcella replicano al consigliere Zanolla sulla vicenda dell’ex Tonini – nuovo Lush – come se bastasse richiamare l’apertura di una nuova attività per chiudere ogni discussione sulle modalità di assegnazione di un immobile pubblico. Le questioni emerse meritano però ben altra considerazione da parte dell’Amministrazione”, afferma Vidoni.
Il capogruppo richiama quindi gli elementi già evidenziati da Zanolla, a partire dal ruolo che Caufin avrebbe avuto nelle diverse fasi della procedura. “Secondo la ricostruzione del collega Zanolla una relazione di Caufin, manager del Distretto del Commercio, è richiamata negli atti che precedono il bando e lo stesso professionista ha partecipato agli incontri successivi all’aggiudicazione su aspetti tecnici e contrattuali. A questo pare si aggiungano i precedenti rapporti professionali con marchi collegati ai concorrenti e la gestione finale del negozio da parte di una società amministrata dalla moglie del manager”.
Per Vidoni, la precisazione sull’autonomia della commissione giudicatrice non sarebbe quindi sufficiente a chiarire tutti gli aspetti della vicenda. “È questo intreccio che la Giunta deve chiarire anziché ripetere che le offerte sono state valutate da una commissione autonoma, circostanza che lascia del tutto aperti gli interrogativi sulle fasi precedenti e successive alla gara”.
Il consigliere chiama direttamente in causa anche Venanzi, chiedendo di chiarire quando sia venuto a conoscenza dei rapporti professionali e familiari richiamati nell’interrogazione. “Venanzi, che con Caufin collabora e condivide la linea politica sul commercio cittadino, dica da quando era a conoscenza di questi legami e quali valutazioni abbia compiuto”.
Le tre offerte presentate in pochi minuti e la richiesta di una commissione speciale
Nell’intervento di Vidoni emerge anche un ulteriore elemento relativo alle tempistiche della gara. Secondo quanto riferito dal capogruppo di Fratelli d’Italia, le tre domande di partecipazione sarebbero state protocollate il 24 settembre 2024 alle 11.32, alle 11.34 e alle 11.35, dunque nell’arco di appena tre minuti e a meno di mezz’ora dalla scadenza del bando. “Una coincidenza che, alla luce degli altri elementi, rende ancora più comprensibili i dubbi sollevati”, osserva il consigliere.
Vidoni richiama inoltre il recente rinnovo dell’incarico a Caufin alla guida del Distretto del Commercio, che, secondo quanto riportato nella sua nota, prevede un compenso complessivo lordo di 102mila euro per due anni.
“Il Comune ha da poco confermato a Caufin la gestione del Distretto per due anni, con un compenso complessivo lordo di 102 mila euro, e oggi il vicesindaco pretende di ricondurre tutto alle decisioni degli operatori privati. La responsabilità politica comprende anche la scelta dei propri collaboratori e il dovere di dare conto del loro operato, soprattutto quando emergono possibili sovrapposizioni con interessi familiari”, sostiene Vidoni.
Da qui la richiesta di istituire una commissione consiliare speciale dedicata all’assegnazione e alla gestione degli immobili di proprietà comunale, partendo proprio dai locali di Palazzo D’Aronco.
L’obiettivo, spiega il capogruppo, sarebbe quello di approfondire le modalità con cui vengono predisposti i bandi, le condizioni previste nei contratti e l’effettivo utilizzo degli spazi concessi ai privati. “A questo punto è più che mai necessaria l’istituzione di una commissione consiliare speciale sull’assegnazione e sulla gestione degli immobili comunali, a partire dai locali di Palazzo D’Aronco, per poter esaminare come vengono formulati i bandi, quali condizioni sono previste nei contratti e chi utilizza effettivamente gli spazi”.
Infine, Vidoni rivolge una richiesta direttamente al manager del Distretto del Commercio. “Caufin nel frattempo fornisca spiegazioni e si autosospenda dall’incarico in attesa di chiarire tutti gli aspetti”, afferma il consigliere.
“I commercianti e i cittadini di Udine hanno diritto a un manager del Distretto il cui operato nell’interesse di tutti sia accompagnato dalla massima trasparenza sui propri rapporti professionali. Venanzi e Arcella, tanto pronti a rivendicare il risultato dell’operazione, non si arrampichino sugli specchi ma dimostrino la stessa disponibilità quando si tratta di risponderne”.
La vicenda resta così al centro del confronto politico cittadino. Da una parte il Comune ribadisce la regolarità dell’aggiudicazione e l’autonomia delle scelte commerciali di Lush, dall’altra l’opposizione chiede ulteriori verifiche sui rapporti tra i soggetti coinvolti e sulle diverse fasi della procedura. Le questioni sollevate dai consiglieri, allo stato, non costituiscono un accertamento di irregolarità.

