Dopo 6 anni torna il Festival della Canzone Friulana.
Dopo sei anni di attesa, il Festival della Canzone Friulana è pronto a tornare sul palco e a far risuonare la marilenghe nel cuore di Udine. Sono stati selezionati i 15 brani finalisti che giovedì 10 settembre, in piazza Libertà, si contenderanno la vittoria dell’edizione 2026, quella del grande ritorno della storica manifestazione musicale dedicata alla lingua e alla cultura friulana.
La finale si svolgerà nella prima serata di Friuli Doc, una vetrina di grande prestigio per un festival nato nel 1959 e oggi rilanciato con l’obiettivo di aprire una nuova stagione della musica in friulano.
Una cinquantina di brani inediti arrivati al Festival
La risposta al bando ha confermato quanto fosse atteso il ritorno della manifestazione. Alla segreteria del Festival sono arrivati circa cinquanta brani inediti, proposte diverse per stile, linguaggio e contenuti, a testimonianza di una scena musicale friulana ancora viva, creativa e capace di rinnovarsi.
Dopo un’attenta valutazione, la giuria ha individuato i quindici finalisti che saliranno sul palco accompagnati dall’orchestra dal vivo diretta dal maestro Rudy Fantin. I nomi degli interpreti che eseguiranno i brani durante la serata finale saranno svelati successivamente.
I 15 brani finalisti
I brani selezionati, in ordine alfabetico, sono Dismenteâ il me non di Brennero e Gianluca Versolatto, Cence di te di Federica Copetti, Cjatâsi pierdût di Alvise Nodale e Cinque uomini sulla cassa del morto, Dîs minûts degli AccorDòs, Jenfri me e me di Margherita Zuccato, La balade dal pensionât di Franco Ferruglio, Lassimi l’amôr di Veronica Moro ed Eliana Cargnelutti, Lassimi sumiâ di Franco Giordani, Mari mê di Monica Commisso, Nine nane di Michela Franceschina, Salvadie di Eva Tomat, Sot da ploe di Raffaello Indri, Stagjons di Emil Lenisa, Stele di Anna Viola e Anime cence vôs di Priska Benelli.
Bianchi e Fantin: “Qualità alta, scelta non semplice”
Grande soddisfazione è stata espressa dai direttori artistici Marco Bianchi e Rudy Fantin. “Siamo davvero soddisfatti della risposta ricevuta dopo sei anni di pausa – spiegano Bianchi e Fantin –. La qualità delle proposte è stata molto alta e la scelta dei quindici finalisti si è rivelata tutt’altro che semplice. Sono arrivati brani interessanti sia dal punto di vista musicale sia per i testi, segno di una scena creativa viva e ricca di idee”.
I direttori artistici hanno evidenziato anche il lavoro svolto dalla giuria, definendo la selezione condivisa e democratica, grazie al contributo di figure con competenze musicali e linguistiche. “Un ringraziamento va anche a tutti coloro che non sono rientrati tra i finalisti: li aspettiamo nelle prossime edizioni, perché il ritorno del Festival vuole essere soprattutto l’inizio di un nuovo percorso”.
La giuria del Festival
A selezionare i brani partecipanti e i 15 finalisti è stata una giuria presieduta da Enrico Brun, autore, produttore e studio manager degli RCA Recording Studio di Milano. Ne fanno parte anche i componenti della direzione artistica Marco Bianchi, Rudy Fantin e Fabrizio Fontanot, insieme a Rossella Dosso, rappresentante dell’Arlef, Daniele Stolfo, delegato alle Relazioni esterne di Confindustria Udine ed esperto musicale, Nicola Angeli, giornalista e direttore di UdineToday, PordenoneToday e TriestePrima, e Stefania Garlatti Costa, delegata dell’Ente Friuli nel Mondo. La stessa giuria avrà il compito, nella serata finale, di decretare i vincitori dell’edizione 2026.
Il ritorno sul palco di Friuli Doc
Il Festival della Canzone Friulana, nato nel 1959 e con patron Renato Pontoni della Pregi Srl, viene rilanciato dall’Associazione musicale e culturale Armonie APS. La manifestazione ritrova così il suo pubblico nel centro di Udine, riportando la musica in lingua friulana su uno dei palcoscenici più importanti della regione.
“Il ritorno del Festival della Canzone Friulana rappresenta un momento importante per la musica e per la cultura del nostro territorio – ha spiegato Mattia Mestroni, presidente dell’associazione Armonie –. Quello che ci inorgoglisce è che sono stati molti i giovani che hanno voluto partecipare. Un segnale che fa ben sperare per il futuro perché anche chi non potrà calcare il palco della finale di questa edizione avrà modo di partecipare alle prossime”.
Mestroni ha poi sottolineato l’attenzione dell’associazione verso le nuove generazioni: “Come Armonie siamo orgogliosi che i giovani del nostro territorio si siano avvicinati alla musica. Un vanto per un’associazione che indirizza la propria attività proprio verso di loro”.
