Il Comune di Udine rafforza le politiche sociali con l’approvazione di due provvedimenti strategici proposti dall’assessore all’Equità Sociale Stefano Gasparin. La Giunta ha dato il via libera all’istituzione del Garante dei Diritti delle Persone Anziane e a una riforma profonda del regolamento per l’erogazione dei contributi economici. Si tratta di una risposta concreta ai mutamenti demografici di una città dove il 26,9% della popolazione ha superato i 65 anni e circa il 12% è composto da over 75 che vivono in condizione di solitudine.
Un Garante indipendente per i diritti della terza età
L’istituzione del Garante rappresenta una delle prime esperienze di questo tipo in Friuli Venezia Giulia. La figura non avrà compiti meramente assistenziali, ma opererà in piena autonomia di giudizio, senza vincoli gerarchici con l’amministrazione, per tutelare, ascoltare e mediare.
Il Garante agirà come facilitatore nei rapporti tra cittadini, famiglie e istituzioni, con l’obiettivo di intercettare bisogni sommersi e contrastare l’ageismo, promuovendo l’inclusione sociale e digitale e la conoscenza dei diritti, sostenendo iniziative contro la solitudine e contribuendo a diffondere una cultura fondata sulla dignità, sulla partecipazione e sul rispetto della persona.
Dopo il passaggio in Consiglio Comunale e i tempi tecnici di pubblicazione, la figura diventerà pienamente operativa, offrendo uno strumento concreto per leggere con profondità le trasformazioni sociali del territorio.
Riforma dei contributi: semplicità ed equità dal 2027
Parallelamente, il Comune ha varato una revisione sostanziale del sistema dei contributi economici che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Si tratta del risultato di un lavoro di analisi e confronto volto a riallineare le misure economiche alle effettive necessità dei beneficiari, evitando sovrapposizioni con altri strumenti già esistenti e migliorando l’impatto complessivo delle risorse pubbliche.
Un primo elemento centrale riguarda la semplificazione delle procedure. Il nuovo regolamento introduce infatti un sistema basato sulla pubblicazione di un bando pubblico, che consentirà ai cittadini di presentare domanda in modo più chiaro, trasparente e ordinato. Questo passaggio rappresenta un cambiamento significativo, pensato per facilitare l’accesso ai contributi e rendere più efficiente l’intero processo di erogazione, razionalizzando la spesa.
Allo stesso tempo, la revisione interviene in modo deciso sulla qualità e sull’appropriatezza degli interventi finanziati. L’obiettivo è orientare le risorse verso spese strettamente connesse alla condizione di disabilità, evitando il finanziamento di costi generici e garantendo che ogni contributo risponda in modo concreto e mirato ai bisogni delle persone. Si tratta di un passaggio fondamentale per aumentare l’efficacia delle politiche pubbliche e assicurare un utilizzo più responsabile delle risorse disponibili.
Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla tutela della dignità della persona e al sostegno delle famiglie. Il regolamento rafforza infatti il supporto alle spese sanitarie e assistenziali, con l’obiettivo di garantire che ogni persona con disabilità possa accedere alle cure necessarie e condurre una vita il più possibile autonoma e dignitosa. In questa prospettiva, viene riconosciuto anche il ruolo fondamentale dei caregiver, ai quali si intende offrire un sostegno concreto per alleggerire il carico economico e organizzativo legato all’assistenza.
Più risorse e platea dei beneficiari allargata
Un ulteriore elemento di grande rilievo è rappresentato dall’ampliamento della platea dei beneficiari. Il nuovo regolamento prevede infatti che alcune tipologie di contributo – in particolare quelle legate alle spese sanitarie, alle prestazioni assistenziali, all’acquisto o noleggio di dispositivi medici, ai farmaci e agli interventi per il benessere – possano essere estese anche alle persone anziane ultrasettantacinquenni.
Una scelta che rafforza l’integrazione tra le politiche per la disabilità e quelle per l’invecchiamento, rispondendo in modo più efficace ai bisogni di una popolazione sempre più longeva: sarà la Giunta a decidere l’entità del contributo massimo per ogni richiedente. A bilancio però sono già stati stanziati 60.000 in più rispetto ai 400.000 dell’anno passato proprio per andare incontro al maggior numero di richieste.
La visione dell’amministrazione: rimettere al centro la persona
Questi provvedimenti sono il frutto di un percorso di ascolto che ha visto anche la sigla di un protocollo con i sindacati dei pensionati di CGIL, Cisl e Uil, a cui seguirà un accordo specifico con la Cisal. “Con questi due provvedimenti il Comune di Udine compie una scelta politica chiara: rafforzare il welfare locale rendendolo più giusto, più vicino alle persone e più capace di rispondere ai cambiamenti sociali e demografici della città”, dichiara Gasparin.
“L’istituzione del Garante dei Diritti delle Persone Anziane afferma un principio preciso: l’invecchiamento non può essere letto soltanto in chiave assistenziale, ma come una questione di diritti, dignità, ascolto e partecipazione. Allo stesso tempo, la revisione del regolamento sui contributi economici ci permette di costruire un sistema più semplice, più trasparente e più efficace, ampliando anche la platea dei beneficiari in alcuni ambiti e includendo maggiormente gli anziani più fragili. Sono due misure che vanno nella stessa direzione: mettere al centro le persone, in particolare quelle sole e in difficoltà, sostenere le famiglie, riconoscere il ruolo dei caregiver e costruire una città che non lasci indietro nessuno”.
