Guido Guidi e Buon compleanno Pimpa!: successo per le due mostre a Udine

Si chiudono con un bilancio estremamente positivo due mostre che, per linguaggi e pubblici differenti, hanno segnato la recente programmazione culturale dei Civici Musei di Udine: “Guido Guidi. Col tempo 1956–2024”, ospitata a Casa Cavazzini, e la mostra dedicata al 50esimo compleanno della Pimpa, che ha registrato un eccezionale successo di pubblico grazie a un ricco calendario di attività.

L’esposizione di Guidi, è stata realizzata insieme a MAXXI e all’archivio Guido Guidi, mentre l’esposizione all’ex Chiesa di San Francesco e dedicata al 50esimo compleanno della Pimpa è stata curata dal Comune di Udine e da Franco Cosimo Panini Editore in collaborazione con Hamelin Associazione Culturale, Anna Ferri, Kika Tullio-Altan e Quipos.

Guido Guidi. Col tempo 1956–2024

La mostra “Guido Guidi. Col tempo 1956–2024”, aperta dal 27 settembre 2025 al 6 gennaio 2026, ha totalizzato 7.199 presenze, comprese quelle legate agli eventi inaugurali. Un dato particolarmente significativo riguarda il periodo tra la vigilia di Natale e l’Epifania, durante il quale si sono registrati 2.022 visitatori, pari a oltre un quarto del totale.

L’esposizione ha rappresentato il terzo capitolo di un trittico di grandi retrospettive dedicate alla fotografia, avviato con Gianni Berengo Gardin, proseguito con Mimmo Jodice e concluso al momento con Guido Guidi. Un percorso coerente e di alto profilo che ha permesso al pubblico di attraversare alcune delle principali esperienze della fotografia del secondo Novecento e contemporanea.

L’opera di Guido Guidi, fondata su un’indagine rigorosa del paesaggio, dell’architettura e del tempo, è stata restituita nella sua complessità poetica e concettuale: uno sguardo lento, analitico, capace di trasformare la quotidianità e i margini in luoghi di riflessione visiva e civile. La mostra ha offerto al pubblico non solo una lettura storica dell’opera dell’autore, ma anche un’esperienza di osservazione consapevole, in dialogo con lo spazio museale di Casa Cavazzini.

Un ruolo centrale nel successo dell’esposizione è stato svolto dalle visite guidate e dalle attività di mediazione culturale, molto partecipate. Le visite condotte dalla conservatrice di Casa Cavazzini, Vania Gransinigh, hanno coinvolto direttamente circa 150 visitatori. A queste si aggiungono le attività curate dal servizio didattico dei Civici Musei, che hanno registrato 15 attività per un totale di circa 300 partecipanti, coinvolgendo utenza libera, scuole di primo e secondo grado, gruppi adulti, persone con disabilità cognitive e gruppi di visitatori stranieri.

Le visite guidate alla mostra hanno rappresentato un’occasione di incontro e dialogo con pubblici diversi, attraverso percorsi progettati in modo flessibile e calibrati sulle caratteristiche dei partecipanti. L’approccio partecipativo ha favorito un’osservazione attenta delle opere, stimolando domande, riflessioni e confronto, trasformando la mediazione culturale in una vera esperienza di condivisione e rendendo la mostra uno spazio accessibile, inclusivo e comprensibile.

Buon compleanno Pimpa!

Numeri straordinari anche per la mostra dedicata alla Pimpa in occasione dei suoi primi 50 anni di vita, che ha registrato 23.645 visitatori nel periodo di apertura, dal 25 ottobre al 6 gennaio.

Durante le festività, dal 30 dicembre al 6 gennaio la mostra è stata particolarmente frequentata, con 3.213 visitatori nella sola settimana e 8.254 presenze complessive dall’8 dicembre al 5 gennaio. Nei giorni festivi si sono registrati picchi rilevanti, in particolare il 2, 3 e 4 gennaio.

Durante l’intero periodo di vacanza la mostra ha ospitato quotidianamente laboratori, attività e incontri, molto apprezzati da famiglie, bambini e adulti. L’evento con il maggior numero di presenze è stata la Festa Pimpante dell’8 dicembre, inizialmente pensata come evento conclusivo e poi divenuta uno dei momenti simbolo del successo della mostra.

“I risultati di queste due mostre” dichiara l’Assessore alla Cultura Federico Pirone “confermano la bontà di una programmazione che sa tenere insieme qualità scientifica, attenzione ai linguaggi contemporanei e reale apertura ai pubblici. Da un lato la grande fotografia, proposta con strumenti di approfondimento e mediazione capaci di coinvolgere pubblici diversi; dall’altro una mostra senza tempo come quella della Pimpa, che ha saputo parlare a più generazioni. È questa l’idea di città che continuiamo a promuovere: viva, accessibile, che offra possibilità di interpretare il presente con la curiosità del mondo contemporaneo”.