UniUd, il rettore Montanari traccia la rotta: “Un Ateneo diffuso e internazionale”

Oggi inaugurato l’anno accademico dell’Università di Udine.

Didattica integrata, ricerca innovativa, rapporti col territorio e internazionalizzazione: sono questi i quattro pilastri del mandato di sei anni del rettore Angelo Montanari, annunciati oggi all’inaugurazione dell’anno accademico 2025-2026 dell’Università di Udine. Montanari è il primo rettore laureato all’Ateneo friulano e, davanti a oltre 450 partecipanti, ha delineato la strategia dell’ateneo per i prossimi anni.

La cerimonia, svoltasi nell’aula “Marzio Strassoldo” gremita, è stata aperta dai saluti del sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, e del presidente della Regione, Massimiliano Fedriga. Il delegato dell’Ateneo per l’educazione alla pace e alla non violenza, Tommaso Piffer, ha introdotto Andrea Riccardi che ha tenuto la lectio magistralis “La pace è possibile?” mentre Montanari ha pronunciato la sua relazione, soffermandosi sulle principali sfide e priorità dell’ateneo.

“Le università non possono abdicare al ruolo di principali attori nella creazione e diffusione della conoscenza – ha spiegato Montanari – .Devono essere un riferimento istituzionale anche per le politiche di sviluppo e innovazione nella società della conoscenza. Per Udine, è fondamentale consolidare e creare nuove alleanze, sia a livello regionale, interregionale, transfrontaliero che internazionale”.

Il rettore ha sottolineato come il bilancio 2026, appena approvato, sia in pareggio, garantendo sostenibilità e autonomia. “La solidità economica è un obiettivo da perseguire, non scontato, e rappresenta una garanzia per l’autonomia dell’Ateneo”, ha affermato. Inoltre, ha ribadito l’importanza del rapporto con il territorio: “L’Università di Udine è oggi un brand riconosciuto a livello nazionale ed internazionale per la qualità dell’offerta didattica e della ricerca, oltre che per il buon funzionamento tecnico-amministrativo. Al tempo stesso, il rapporto costitutivo col territorio di riferimento, il Friuli, rimane una linfa vitale indispensabile. Non è possibile pensare l’Ateneo senza tale relazione”.

Ricambio generazionale

Un tema centrale del mandato di Montanari è il ricambio generazionale. Nei prossimi dieci anni andranno in pensione quasi il 36% dei docenti e ricercatori e oltre il 25% del personale tecnico-amministrativo. “Dobbiamo puntare sui giovani con esperienza internazionale e curare il bilanciamento di genere. Gli atenei da soli non ce la possono fare: serve un piano nazionale di sostegno”, ha ammonito il rettore.

L’ecosistema Inest, modello di collaborazione

Un modello di collaborazione accademica viene dall’ecosistema Inest per l’innovazione del Nord-Est che raggruppa, fra le altre, le nove università del Triveneto. Il progetto è finanziato con 110 milioni di euro dal Pnrr, di cui 12 per l’Ateneo udinese che ha coordinato il Consiglio scientifico, è stato leader del “nodo” sulla manifattura avanzata e responsabile dell’attività trasversale sui Lab Village. “Sarebbe un errore imperdonabile disperdere questa eredità che ha mostrato come sia possibile lavorare assieme rispettando dignità e peculiarità di ciascuno” ha detto il rettore.

In particolare, per la didattica, Montanari ha proposto “la creazione di un “campus didattico diffuso” che raccordi i percorsi di laurea e laurea magistrale dei nove atenei e sviluppi nuovi percorsi trasversali e di formazione permanente attenti alle esigenze del territorio e all’immediata fruibilità aziendale, valorizzando, in linea con l’idea dell’Erasmus italiano, la mobilità studentesca per tesi e tirocini all’interno del campus”.

Sul fronte della ricerca applicata e dei rapporti col territorio, il rettore ha prefigurato “la costruzione della “rete dei Lab Village”, luoghi fisici o virtuali ove coesistono e interagiscono laboratori misti università-impresa, supportata dalla piattaforma digitale in fase di ultimazione”.

Immatricolati in crescita

Gli immatricolati all’anno accademico 2025–2026 sono in lieve incremento rispetto all’anno precedente passando da 4.625 a 4.642 studenti, inclusi quelli del corso di laurea in Medicina e chirurgia, con un +3% delle lauree magistrali.

“È un risultato tutt’altro che scontato – ha evidenziato il rettore – in un contesto di progressiva contrazione della popolazione studentesca potenziale. È un dato positivo che non tiene conto dei 273 studenti del semestre filtro che non sono stati ammessi a Medicina e, al momento, non sono immatricolati in altri corsi di laurea. A loro l’Ateneo offre la possibilità di immatricolarsi in via straordinaria, fino al 6 marzo, in 32 corsi di laurea, riconoscendo i crediti acquisti e offrendo un servizio di tutorato e supporto personalizzato”.

Didattica integrata e formazione continua

Sulla didattica integrata, il rettore ha sottolineato l’importanza di combinare lezioni in aula e strumenti digitali: “Registrare le lezioni di base online e lasciare in aula i momenti più complessi favorisce l’interazione tra docenti e studenti”. In questo ambito rientra il progetto nazionale Edunext, finanziato dal PNRR, già sperimentato nei corsi di laurea magistrale in “Gestione del turismo culturale e degli eventi” e “Scienza ed economia del cibo”.

La formazione continua resta un pilastro strategico dell’Ateneo. Montanari ha citato la nuova Scuola di alta formazione in resilienza per lo sviluppo sostenibile, che partirà quest’anno a Gemona del Friuli, nel cinquantesimo anniversario del terremoto.

La ricerca.

Sul fronte della ricerca, l’Ateneo ha partecipato a numerosi progetti PNRR nel campo della ricerca di base e applicata, coinvolgendo 69 ricercatori e reclutandone 50 tra assegnisti e dottorandi. “Grazie all’intervento della Regione, i contratti sono stati prorogati per il prossimo biennio”, ha precisato il rettore.

Montanari ha inoltre sottolineato l’importanza di sostenere i giovani ricercatori, favorendo la partecipazione a bandi interni con valutazione esterna, e ha ricordato che l’Ateneo ha acquisito nel 2025 56 nuovi finanziamenti per complessivi 11 milioni di euro. “Vogliamo rafforzare il supporto alla progettualità scientifica e mantenere le risorse per progetti meritevoli, anche se non finanziati, per dare continuità e stabilità alla ricerca”, ha spiegato.

Internazionalizzazione, dall’Africa al centro e sud America all’estremo Oriente

L’internazionalizzazione resta una priorità strategica. Montanari ha annunciato accordi di doppio titolo con atenei cinesi come la Hebey University di Baoding e la Westlake University di Hangzhu, e con il giapponese Kyoto Institute of Technology nell’area della metallurgia. Sono in corso contatti con altri atenei cinesi, mentre Udine ha già attivi programmi di mobilità con Corea, Tailandia, Malesia e Taiwan e sei corsi di studio congiunti con l’Università di Klagenfurt.

“Dobbiamo rendere l’Ateneo sempre più attrattivo per gli studenti internazionali“, ha sottolineato il rettore, evidenziando anche la promozione mirata in Sud e Centro America, Africa, Medio Oriente ed Estremo Oriente. Oggi, gli studenti in mobilità in uscita sono circa 750, pari al 4,5% della popolazione studentesca, mentre quelli in ingresso superano i 300, con una crescita costante.

Il rettore ha inoltre evidenziato che la rete internazionale favorisce la possibilità di scambi, tirocini e progetti di ricerca condivisi, aumentando la qualità della formazione e ampliando le prospettive professionali dei laureati.

Università diffusa sul territorio e valorizzazione delle conoscenze

Il rettore ha poi citato l’appuntamento del 2028, la celebrazione dei 50 anni dell’Ateneo. In questi quasi cinque decenni, ha sottolineato Montanari, “l’Ateneo è stato uno dei principali attrattori di talenti del territorio, forse il principale, e ha altresì evitato che molte persone nate qui si trasferissero a lavorare altrove, in Italia o all’estero. Inoltre, la presenza dell’Università di Udine ha portato alla nascita di una “città universitaria diffusa” a Udine, Pordenone, Gorizia, Gemona, che, per molti aspetti, è già una realtà tangibile, con una ricca offerta formativa, culturale, sociale ed economica”. 

Proprio in ragione delle peculiarità che caratterizzano l’area friulana, per il rettore, “la sfida per i prossimi anni è quella di rafforzare questo modello, avvalendosi anche delle nuove tecnologie”. Anche per quanto riguarda la valorizzazione delle conoscenze l’Ateneo è pronto a un “ulteriore salto di qualità”. In particolare, Montanari ha detto che per “il Festival Collega-menti stiamo immaginando di estenderlo anche ad altre città. Ad esempio, a Pordenone nell’anno in cui sarà la città italiana della cultura”.

Numeri e strutture dell’Ateneo

L’Università di Udine conta oggi 82 corsi di laurea, 27 scuole di specializzazione, 25 master e 11 dottorati, con circa 15.300 studenti e 700 docenti e ricercatori. L’Ateneo dispone di 263 aule, 769 laboratori didattici, 386 laboratori di ricerca, quasi 300 gruppi di ricerca, 49 startup e spin-off e 141 tecnologie brevettate.