La solidarietà di Udine dopo la giornata di tensione al porto di Trieste

La protesta in piazza Liberà a Udine.

A partire dalle 17.30 piazza Liberà a Udine si inizia a riempiere di persone. Una particolare manifestazione statica, silenziosa, in cui si chiacchiera e si discute, ma senza fischi, microfoni o striscioni. Si leva un applauso però quando alla Loggia Lionello viene affisso un cartello, di quelli consuenti nelle recenti manifestazioni contro il green pass di cui è stata protagonista Trieste, che recita ” Movimento italiano contro il green pass, l’Italia si muove, l’Italia dice di no”.

Poco dopo le 18 iniziano i cori accompagnati da un leggero tamburello e gli applausi che seguono a ritmo le parole “Trieste chiama Udine risponde“, in solidarietà a quanto sta accadendo dopo lo sgombero del porto e in piazza Unità.

“Quello che sta accadendo oggi a Trieste è un attentato alla democrazia”, dice a gran voce una signora, lasciando la parola ad alcuni manifestanti triestini accorsi a Udine per rendere partecipi della giornata di tensione. Segue il coro “vergogna”.

“Sono stato a Trieste le ultime due notti. Posso dire che stamattina c’era molta più gente di ieri e dall’alto hanno deciso di sfondare il posto dove si stava facendo il presidio anche se era stato concesso per 5 giorni”, spiega un uomo che prende la parola. Prosegue un ragazzo: “È arrivato l’ordine di sfollare con gli idranti e la polizia era in tenuta antisommossa“. Anche a Udine la protesta pare destinata a proseguire per tutta la serata.

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Autore: Jessica Perra

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