Un’eredità morale che si trasforma in opportunità concreta per le nuove generazioni, nel segno dei valori civili e della passione per la propria comunità. Con questo spirito l’aula magna dell’Isis Deganutti di Udine ha ospitato la cerimonia di consegna del Premio Barazza 2026, l’iniziativa voluta dalla famiglia dell’indimenticato professore, avvocato e già sindaco di Udine, Enzo Barazza. Un appuntamento nato per premiare il merito e la sensibilità degli studenti sui temi delicati dei diritti umani attraverso il linguaggio universale della fotografia.
Il valore del merito e l’impegno civile
L’iniziativa ha visto la partecipazione del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin, che ha sottolineato come il Premio Barazza sia la dimostrazione che quando nella vita c’è un impegno forte all’interno della propria comunità, si lascia un segno indelebile.
Bordin ha dichiarato che questa iniziativa ha il merito straordinario di coinvolgere i giovani, trasmettendo loro principi e idee in un periodo storico in cui “parlare di diritti umani è, purtroppo, drammaticamente attuale”. Rivolgendosi direttamente agli studenti, il presidente li ha esortati a continuare con impegno e passione: “È il modo migliore per costruire, a vostra volta, un’eredità importante”.
Gli scatti vincitori: generazioni a confronto e libertà di pensiero
Il concorso, che ha messo in palio due borse di studio da 1.000 euro ciascuna, ha visto i ragazzi sfidarsi dietro l’obiettivo fotografico, disciplina molto cara al professore. I vincitori di questa edizione sono Melissa Shala (classe 2C Afm) con la foto “Oltre il tempo”, che ritrae la mano di una nonna e quella di un nipotino che si stringono come simbolo del diritto alla cura, e Donat Maloku (classe 3C Prof) con un ritratto di una giovane donna con il velo intenta a leggere il libro “Nata libera”, un’immagine che invita a riflettere sulla scelta libera oltre ogni pregiudizio.
Il ricordo di un docente fuori dagli schemi
La cerimonia è stata arricchita dalle testimonianze di chi ha vissuto Enzo Barazza come un educatore appassionato. La dottoressa Lidia Bogojevic, ex studentessa del Deganutti, ha ricordato con emozione come il professore arrivasse in classe con il Sole 24 Ore sotto il braccio per stimolare il senso civico: “Non veniva a scuola solo per insegnarci il programma; andava oltre, voleva infonderci il senso civico“.
Anche Franco Brussa, presidente dell’Aiccre Friuli Venezia Giulia, ha evidenziato come Barazza abbia profuso energie incredibili per i valori della casa comune europea, annunciando che questa eredità troverà ulteriore concretezza in un progetto futuro basato proprio sulla fotografia.
Un ponte tra scuola e città
La dirigente scolastica, Maria Rosa Castellano, nel consegnare i premi insieme alla moglie di Barazza, Mariarosa Freschi, e alla sorella Daniela, ha esortato i ragazzi con un messaggio di fiducia: “Osare non è mai troppo se si crede in se stessi“.
L’evento non ha celebrato solo i vincitori, ma tutti i 25 studenti che si sono messi in gioco realizzando scatti significativi sotto la guida della docente Laura D’Agostino. L’auspicio della scuola è ora quello di riuscire a tradurre questo lavoro in una mostra da allestire in uno spazio cittadino, per rendere la riflessione sui diritti umani fruibile a tutta la comunità udinese.
