Residenze fittizie a Udine: “Servono più controlli”, ma la mozione viene bocciata

Il tema delle residenze fittizie in Consiglio comunale a Udine.

È scontro politico a Udine sul tema delle residenze fittizie. Dopo la bocciatura in Consiglio comunale della mozione presentata dal centrodestra per aumentare i controlli anagrafici, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giovanni Govetto torna all’attacco citando quanto avvenuto nei giorni scorsi a Monfalcone.

“All’indomani della bocciatura da parte del centrosinistra della mia richiesta di aumentare i controlli sulle residenze fittizie a Udine, anche alla luce del più recente orientamento della Cassazione che legittima verifiche a sorpresa, apprendo che invece a Monfalcone un’operazione congiunta dei Carabinieri e della Polizia Locale ha portato alla cancellazione di 22 residenti fantasma dopo aver controllato oltre 55 ‘case pollaio’”, dichiara Govetto, primo firmatario della proposta respinta.

Il confronto con Monfalcone e Trieste

Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, quanto accaduto nel comune isontino dimostrerebbe l’efficacia di controlli più incisivi. A sostegno della posizione interviene anche Ester Soramel, coordinatrice del Circolo di Udine di FdI, che richiama un precedente di Trieste.

“Lo scorso anno il comandante della Polizia Locale di Trieste rendeva noto di aver effettuato oltre 10mila verifiche, che hanno consentito di intercettare campanelli d’allarme in ambito familiare, relazionale o abitativo, situazioni di disagio sociale o di possibile rilevanza penale”, ricorda Soramel.

L’obiettivo della mozione, spiegano i due esponenti del partito, non sarebbe stato soltanto un controllo formale dei dati anagrafici, ma un’azione più ampia di presidio del territorio. “Entrare in un domicilio – sottolinea Soramel – non significa solo annotare meri dati, ma osservare e captare situazioni da segnalare ai nuclei investigativi interni alla Polizia locale o ai servizi sociali, come casi di mancato obbligo scolastico, stalking o occupazioni abusive”.

La posizione della maggioranza

Diversa la posizione della maggioranza di centrosinistra in Consiglio comunale a Udine. “A Udine basta quel che si fa già”, sarebbe stata in sintesi la replica dell’assessora Facchini, secondo quanto riferito da Govetto, che parla di una relazione letta “con una certa incertezza” e di un mancato sostegno da parte della maggioranza anche su altre mozioni collegate.

Il consigliere di FdI ricorda inoltre che, su una proposta presentata dal consigliere Di Lenardo, la maggioranza avrebbe fatto mancare il numero legale con l’uscita dall’aula di diversi consiglieri, compresa l’assessora Toffano, subito dopo la bocciatura della mozione sulle residenze fittizie.

“La mia mozione chiedeva semplicemente l’applicazione di una sentenza e non l’avvio di progettualità particolari – conclude Govetto –. Sorprende che anche la parte più moderata della maggioranza abbia deciso di appiattirsi alla sinistra più radicale”.

Il tema, sottolineano i rappresentanti di Fratelli d’Italia, resta quello della sicurezza urbana e del controllo del territorio. “Il dato politico – concludono – è che non solo per l’ennesima volta il centrosinistra ha dimostrato di non considerare la sicurezza una priorità, ma ha fatto capire agli udinesi di doversi accontentare”.