Il contributo per Udine Mercati era stato concesso 3 anni fa.
Si riaccende il dibattito politico attorno alla mancata riqualificazione del mercato ortofrutticolo di Udine. Al centro della polemica, il contributo regionale da 8 milioni di euro concesso tre anni fa e che ora rientra nelle casse della Regione Friuli Venezia Giulia.
Un’occasione persa, che pesa anche sulle prospettive di sviluppo del capoluogo friulano, spiegano i consiglieri comunali di Udine di Fratelli d’Italia, Lega, Identità Civica, Lista Fontanini e Forza Italia. La vicenda affonda le radici nel 2022, quando l’amministrazione precedente aveva avviato il percorso per ottenere il finanziamento destinato a Udine Mercati, affrontando anche i nodi complessi legati agli aiuti di Stato e al coordinamento con le risorse del PNRR.
“La vicenda degli 8 milioni per Udine Mercati non nasce oggi – sottolineano i consiglieri –. Il percorso era stato avviato e andava messo in sicurezza con atti efficaci e tempestivi”. Un passaggio che, a loro avviso, non è mai stato completato dall’attuale Giunta guidata dal sindaco De Toni. “Da allora, però, l’amministrazione non è riuscita a portare a compimento l’iter nei tempi necessari“, aggiungono.
Il centrodestra respinge con decisione l’ipotesi di un “taglio” dei fondi: “Gli 8 milioni non sono stati tagliati: sono venute meno le condizioni per renderli cantierabili. Il risultato è un’occasione concreta sfumata per mancata capacità di spesa“. Un’accusa netta, che punta il dito sulla gestione amministrativa più che sulle scelte regionali.
Nel mirino anche il tentativo, secondo l’opposizione, di rivedere a posteriori la ricostruzione dei fatti: “Non si possono riscrivere i fatti né scaricare responsabilità su altri. Serve maggiore correttezza e onestà politica su dossier così importanti”.
Nonostante il clima polemico, i consiglieri riconoscono come positivo il segnale arrivato dal primo cittadino, che ha convocato le forze di centrodestra per un confronto. “Confermiamo la nostra presenza – spiegano –. Sulle questioni strategiche per la città il dialogo istituzionale è sempre utile”. Un dialogo che, però, dovrà poggiare su basi precise: “Ricostruzione completa degli atti, trasparenza sulle responsabilità e realismo sulle possibilità di recupero”.
Resta ora da capire se e come Udine potrà riaprire il dossier e individuare nuove risorse per un progetto ritenuto strategico per il rilancio del comparto agroalimentare e logistico cittadino. Di certo, la partita degli 8 milioni perduti continua a pesare come un macigno nel confronto politico locale.




