Udine Retail slitta a gennaio, Soramel: “Basta annunci, il commercio ha bisogno di fatti”

La seconda edizione di Udine Retail slitta dal 12 novembre al 21 gennaio, mentre il nuovo bando comunale a sostegno del commercio, inizialmente previsto per dicembre, arriverà a febbraio. Una doppia proroga che accende le polemiche politiche a Udine, con Ester Soramel, esponente di Fratelli d’Italia, che critica la programmazione dell’amministrazione comunale e i risultati ottenuti con il precedente bando.

Al centro delle contestazioni ci sono anche le risorse economiche messe a disposizione dei commercianti, che secondo Soramel sarebbero state utilizzate soltanto in parte, e la necessità di garantire maggiore attenzione ai quartieri cittadini.

Il rinvio di Udine Retail e le critiche al Comune

“I primi di ottobre il vicesindaco Venanzi portava Udine al Salone del Franchising di Milano, annunciando in grande stile la seconda edizione di Udine Retail per il 12 novembre e un nuovo bando per il commercio a dicembre. Oggi, a pochi giorni dall’evento, scopriamo che tutto slitta: l’evento al 21 gennaio, il bando a febbraio”, afferma Soramel.

Secondo quanto riportato dall’esponente di Fratelli d’Italia, il rinvio sarebbe legato alla rendicontazione ancora da completare del precedente bando. Una circostanza che, a suo giudizio, avrebbe dovuto essere considerata prima di annunciare le nuove iniziative.

“Il motivo? Mancherebbe ancora la rendicontazione del bando precedente. Lo stesso vicesindaco dice che avviare un nuovo evento a rendicontazione non conclusa sarebbe ‘strano’. Ha ragione. Ma allora ci chiediamo: perché annunciarlo un mese fa con tanta enfasi? Una programmazione seria si fa tenendo conto dei tempi della propria macchina amministrativa, non dopo aver inutilmente illuso imprese, operatori e investitori”.

Le risorse non utilizzate e il bilancio del primo bando

Le critiche di Soramel si concentrano anche sui risultati economici della prima edizione dell’iniziativa. Secondo i dati richiamati dall’esponente dell’opposizione, a fronte di 1,4 milioni di euro stanziati, le risorse potenzialmente erogabili ammonterebbero a circa 848mila euro. Una cifra destinata a ridursi ulteriormente in caso di rinuncia a uno dei contributi concessi.

“Nemmeno i numeri aiutano la propaganda. Dei 1,4 milioni di euro stanziati, il potenziale erogabile è forse di 848 mila euro. Dopo la probabile rinuncia di un contributo da 60 mila euro, resteranno nelle casse del Comune circa 700 mila euro, cioè metà del plafond”, sottolinea Soramel.

L’esponente di Fratelli d’Italia contesta anche la distribuzione territoriale delle risorse e il numero di nuove attività commerciali coinvolte. Il bando prevedeva infatti un milione di euro per i quartieri e 400mila euro per il centro cittadino, ma secondo Soramel i risultati sarebbero stati inferiori alle aspettative, con un andamento diverso da quello inizialmente programmato.

“Giova ricordare, poi, che il bando mirava a sostenere i quartieri con 1 milione e il centro con 400.000. Il risultato è stato inverso e inferiore. L’obiettivo dichiarato era di 24 nuove vetrine accese, ma l’asticella delle nuove aperture è già stata abbassata a 14. Su 51 domande presentate, solo 36 sono risultate ammissibili”.

Per Soramel, questi numeri rappresentano un segnale delle difficoltà incontrate dal progetto nel raggiungere gli obiettivi annunciati. “Questi dati dicono che il bando ha intercettato la metà delle risorse messe in campo. Un risultato lontano dai toni trionfali con cui l’iniziativa è stata presentata. In un momento difficile per il piccolo commercio, tra cantieri e calo dei consumi, 700 mila euro non utilizzati sono un’occasione persa per negozi e quartieri”.

Da qui la richiesta di un maggiore confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici, per rendere più efficaci le future misure di sostegno alle attività commerciali.

Il nodo dei quartieri esclusi e il nuovo bando

Un altro punto sollevato da Soramel riguarda l’eventuale ampliamento delle aree cittadine che potranno beneficiare dei prossimi contributi. Fratelli d’Italia aveva già contestato l’esclusione di alcune zone di Udine dal precedente bando e considera positivamente la possibilità di una revisione dei criteri territoriali.

“Riconosciamo però un risultato: se davvero il nuovo bando sarà aperto a tutti i quartieri, vorrà dire che Fratelli d’Italia aveva ragione quando ha contestato l’esclusione di Chiavris-Paderno, Cussignacco-Paparotti e Udine Sud-Baldasseria, circa un terzo della città, dal precedente bando. Peccato siano serviti mesi e le critiche dell’opposizione per correggere l’errore”.

La posizione dell’esponente di Fratelli d’Italia si conclude con un appello all’amministrazione comunale affinché alle iniziative annunciate seguano interventi concreti e una programmazione più puntuale.

“Ora basta annunci: servono regole chiare e tempi certi. Perché, come si suol dire, il tempo è denaro e il commercio udinese ha bisogno di fatti, non di conferenze stampa e di proroghe”, conclude Ester Soramel.