Il semestre filtro a Medicina tra i temi sollevati all’inaugurazione dell’anno accademico dell’UniUd.
Tra le questioni al centro del dibattito accademico, il semestre filtro di Medicina e Chirurgia continua a sollevare preoccupazioni tra gli studenti dell’Università di Udine. Durante l’inaugurazione del nuovo anno accademico, Elizabeth Moretti, presidente del Consiglio degli studenti, ha espresso il dissenso verso la riforma che, pur puntando a rendere più eque le modalità di accesso, ha prodotto risultati contrari alle aspettative.
“Ancora una volta – ha evidenziato – vogliamo esprimere il nostro dissenso nei confronti di una riforma che sin dall’inizio è stata contestata e che fino alla fine si è rivelata essere fallimentare. Nonostante l’obiettivo di rendere le modalità di accesso più eque, il tentativo di abolizione del numero chiuso ha comportato un aumento delle iscrizioni presso le università private“.
Per Moretti “ciò si è tradotto in un aumento delle disuguaglianze, della precarietà e del disagio a scapito non solo di chi studia, ma anche degli atenei che si sono trovati a dover gestire una complessa organizzazione”. “Vogliamo comunque esprimere il nostro apprezzamento nei confronti dell’Università di Udine – ha sottolineato la presidente del Consiglio degli studenti – riconoscendo l’impegno del personale docente e tecnico amministrativo che hanno dimostrato disponibilità e attenzione nei confronti della collettività universitaria coinvolta nel semestre filtro”.
Moretti ha inoltre ricordato il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli, un evento che, secondo la studentessa, non va celebrato solo come tragedia, ma anche come simbolo di resilienza e identità friulana. “Possano tutti gli studenti affrontare con sicurezza le sfide del domani, supportati da un’università solida, indipendente e propositiva”, ha concluso.
Il personale dell’Università di Udine.
Al tema della collaborazione ha invece dedicato il proprio intervento Loris Menegon, rappresentante del personale tecnico-amministrativo. “Collaborare è un progetto da coltivare quotidianamente, mettendo al centro il gruppo, la comunità, il “noi””, ha affermato. Menegon ha ricordato che l’Università di Udine è un’unica entità, con un solo codice fiscale, un solo rettore e un solo direttore generale, e ha invitato a una collaborazione più stretta tra personale tecnico-amministrativo, docenti e studenti, rispettando la dignità e il ruolo di ciascun soggetto.
Il rappresentante del personale ha anche sottolineato le difficoltà concrete: “Nonostante lo stipendio basso, i pochi benefit, i buoni pasto irrisori e il numero ridotto di personale rispetto ai docenti, molti di noi si impegnano quotidianamente per garantire il funzionamento dell’ateneo”. Menegon ha poi invitato a pensare a percorsi di nuove assunzioni e a valorizzare il lavoro tecnico-amministrativo, con uno sguardo alla sostenibilità futura. “Mi piacerebbe pensare all’università come a un ecosistema, a un bosco dove tutti vivono la loro parte perché così è la natura: una grande condivisione naturale”, ha concluso.




