L’Università di Udine ha reso omaggio oggi, 16 marzo, a una delle figure cardine della sua storia accademica. Con una cerimonia solenne alla presenza del rettore Angelo Montanari e del sindaco Alberto Felice De Toni, la sala riunioni del Dipartimento di Scienze economiche e statistiche è stata ufficialmente intitolata a Paolo Pecorari, professore emerito di Storia economica scomparso nel settembre 2022.
L’intitolazione e la cerimonia
La targa dedicata a Pecorari è stata scoperta alla presenza di una folta rappresentanza istituzionale e accademica. All’evento sono intervenuti il direttore del dipartimento Paolo Vidoni, il sindaco De Toni e Gaetano Sabatini, direttore dell’Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea.
All’incontro, che rientra nelle attività per il 40esimo anniversario del Dipartimento, hanno preso parte numerosi colleghi e allievi, tra cui la sorella Annalisa Pecorari, il professor Francesco Dandolo dell’Università “Federico II” di Napoli e i professori dell’Ateneo friulano Cristiana Compagno, Roberto Pinton, Flavio Pressacco, Gian Nereo Mazzocco, Marina Brollo, Giulio Codognato e Mario Robiony.
Le dichiarazioni dei protagonisti
“L’intitolazione di questa sala a Paolo Pecorari non è solo un atto di doveroso omaggio alla memoria di un illustre studioso – ha spiegato il rettore Angelo Montanari –, ma un segno tangibile dell’eredità intellettuale che egli lascia al nostro Ateneo. Il suo contributo scientifico, testimoniato da centinaia di pubblicazioni e da una carriera accademica di altissimo profilo, rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per la storia economica. Figure come la sua sono fari per i nostri giovani ricercatori: il suo rigore metodologico, unito a una profonda umanità e a una costante apertura verso la modernità, incarna l’esempio perfetto di come la ricerca debba essere condotta, con dedizione e lungimiranza”.
“Esprimo la più profonda gratitudine al Dipartimento di Scienze economiche e statistiche per aver promosso l’intitolazione di questa sala – ha detto il professor Andrea Cafarelli –, un gesto che onora la memoria di Paolo Pecorari e riconosce l’impatto duraturo del suo magistero. Ho avuto la fortuna e il privilegio di esserne allievo: egli è stato non solo un riferimento scientifico d’eccellenza, ma un mentore capace di trasmettere rigore metodologico, onestà intellettuale e una rara generosità nel condividere il sapere”.
“Il suo impegno accademico trovava la massima espressione nell’attività didattica: le sue lezioni erano momenti di altissima formazione di cui tutti i suoi allievi conservano viva memoria. Pecorari aveva la capacità di coniugare profondità d’analisi con una straordinaria efficacia comunicativa, che rendeva vicina la complessità della storia economica”.
“Paolo Pecorari – secondo il direttore del dipartimento, Paolo Vidoni – è stata una figura fondamentale per la nascita e lo sviluppo del nostro polo economico. Il suo impegno istituzionale è stato instancabile, sia come direttore del Dipartimento di Finanza dell’impresa e dei mercati finanziari, sia come membro del Senato accademico, ruoli ricoperti con una serietà, equilibrio e una competenza esemplari”.
“La crescita qualitativa e numerica dei nostri corsi di studio – ha continuato – deve molto alla sua visione e alla sua capacità di strutturare percorsi accademici solidi e autorevoli. Dedicargli questo spazio significa riconoscere il valore di un uomo che ha speso la sua vita per l’istituzione, lasciando un’impronta indelebile nella storia della nostra comunità scientifica”.
L’eredità accademica e scientifica
Nato a Bari nel 1943 e cresciuto in Friuli, Pecorari ha segnato lo sviluppo della Facoltà di Scienze economiche e bancarie fin dal suo arrivo nel 1987. Fino alla quiescenza nel 2012, ha insegnato Storia economica, Storia della finanza e della banca e Storia del pensiero economico.
Autore di oltre 150 pubblicazioni, ha fondato la collana «Storia, economia e società in Friuli» e ha ricoperto ruoli di rilievo in numerose accademie e istituzioni scientifiche nazionali, tra cui l’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e la Deputazione di Storia patria per il Friuli.
