Odore nell’acqua delle Valli del Natisone, CAFC spiega il perché: “È potabile e sicura”

L’acqua distribuita nelle Valli del Natisone è potabile, sicura e costantemente monitorata. A rassicurare i cittadini è CAFC, intervenuta dopo alcune segnalazioni relative a un odore e a un sapore diversi dal solito, percepiti nelle ultime settimane in seguito all’introduzione del sistema di disinfezione con monoclorammina.

Il nuovo trattamento è stato avviato l’11 maggio 2026 e interessa i comuni di Attimis, Drenchia, Faedis, Grimacco, Nimis, Prepotto, Pulfero, San Leonardo, Savogna, Stregna e Torreano. Secondo quanto comunicato dal gestore del servizio idrico, i controlli effettuati dall’entrata in funzione del sistema non hanno rilevato anomalie. Tutti i parametri di potabilità, compresi quelli relativi ai sottoprodotti della disinfezione, rientrano nei limiti stabiliti dal Decreto legislativo 18 del 2023.

Le autorità sanitarie competenti e le amministrazioni comunali vengono costantemente informate sugli esiti delle analisi e, sulla base dei dati raccolti, confermano la sicurezza dell’acqua distribuita.

Perché è stata introdotta la monoclorammina

L’acqua delle Valli del Natisone, precisa CAFC, è pura alla fonte, ma deve percorrere molti chilometri di rete prima di arrivare nelle abitazioni. Sulle lunghe distanze, i tradizionali disinfettanti a base di cloro perdono progressivamente efficacia, aumentando il rischio che all’interno delle tubazioni si sviluppino batteri, compresi agenti potenzialmente pericolosi come la legionella.

La monoclorammina è più stabile e riesce a mantenere la propria azione disinfettante lungo tutta la rete. Il trattamento agisce inoltre sul biofilm, la sottile pellicola che si forma naturalmente all’interno delle condotte e che può diventare sede di proliferazione batterica.

CAFC sottolinea che l’introduzione del nuovo sistema non è legata a un’emergenza. L’acqua distribuita ha sempre rispettato i parametri di potabilità: si tratta, invece, di un miglioramento tecnologico del servizio, già adottato da numerosi gestori idrici in Italia e in Europa.

Un dosaggio cinque volte inferiore al limite dell’Oms

La quantità di monoclorammina immessa nella rete è pari a 0,6 milligrammi per litro, cinque volte inferiore rispetto al limite massimo di 3 milligrammi per litro indicato dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Il disinfettante viene prodotto direttamente sul posto, con temperatura e pH controllati, e successivamente immesso nella condotta di adduzione. Questa procedura consente di ridurre ulteriormente il rischio di formazione di sottoprodotti. Le verifiche vengono svolte sistematicamente dal laboratorio di CAFC, in coordinamento con l’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale.

L’odore è temporaneo: ecco perché

La monoclorammina è una sostanza inodore e incolore. L’odore simile al cloro segnalato da alcuni utenti sarebbe quindi dovuto alla sua reazione con il biofilm presente nelle tubazioni durante la fase iniziale di disgregazione.

CAFC spiega che si tratta di un effetto atteso e già documentato nei territori in cui questo sistema è stato introdotto. Il fenomeno è temporaneo e non comporta conseguenze per la qualità o la sicurezza dell’acqua. Con la progressiva eliminazione del biofilm, anche la percezione dell’odore dovrebbe ridursi fino a scomparire.

I contatti per informazioni e segnalazioni

Per chiedere chiarimenti o segnalare eventuali variazioni, i cittadini possono contattare il Servizio clienti CAFC al numero verde gratuito 800 713 711, attivo nei giorni feriali dalle 8.30 alle 18 e il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Per emergenze e guasti è invece disponibile 24 ore su 24 il numero 800 903 939. Sul sito di CAFC è inoltre disponibile una guida completa con domande e risposte sulla monoclorammina.